Priscilla la regina dei successi arriva al Teatro Brancaccio

Sullo sfondo del Sydney Harbour Bridge ecco scendere dal cielo le tre Divas che danno inizio allo show: It’s Raining men, I will survive, Material girl e altri 25 successi immancabili nell’ipod di una Drag Queen, diventano la colonna sonora di un viaggio tra provocazione, accettazione e buoni sentimenti.

Il musical è tratto dall’omonimo film australiano diretto da Stephan Elliott, premiato agli Oscar del 1995 per i migliori costumi e al Festival di Cannes con il Grand Prix Du Publique.
Racconta la storia di Tick (Antonello Angiolillo), celebre Drag Queen di un noto locale di Sydney che, stanco di una vita che scompare al sorgere dell’alba, decide di cercare nuovi stimoli. Parte così alla volta di Alice Springs, dove ad attenderlo ci saranno l’ex moglie, titolare del Casino, e il figlio Benji. Per movimentare un po’ il viaggio coinvolge i suoi amici e colleghi Ralph/Bernadette (Simone Leonardi) e Adam/Felicia (Mirko Ranù), anch’essi Drag Queen alla ricerca di nuove sensazioni.
A bordo del bus Priscilla, opportunamente dipinto di rosa, attraverseranno il deserto australiano, confrontandosi con i pregiudizi di una provincia inospitale e pericolosa. L’arrivo ad Alice Springs riserverà diverse sorprese e nuove consapevolezze.

Il musical ha debuttato a Sydney nel 2006, diventando poi un successo planetario con edizioni a Milano, Londra, San Paolo del Brasile e New York. Oltre 500 i costumi indossati nelle due ore di spettacolo, che insieme ad un cast di eccezionale bravura, un’orchestra di otto elementi e una sceneggiatura brillante coadiuvata da impeccabili scenografie (il bus a grandezza naturale sul palco basta a testimoniare la maestosità delle scene) fanno di Priscilla uno degli appuntamenti imperdibili della stagione teatrale.

Ma attenzione ai facili moralismi: sebbene Priscilla inviti, con le sue battute e i dialoghi serrati, alla civile convivenza mediante accettazione del diverso, il tutto deve essere letto e confinato entro i limiti del puro intrattenimento. A strumentalizzare lo spettacolo come baluardo per la lotta dei diritti civili e simbolo di progresso culturale si rischia di prendere un grosso abbaglio.

Qui la pagina sul sito ufficiale del Teatro Brancaccio 

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Gianluigi Cacciotti

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