Prints and Drawings Rooms display alla Tate Britain

Perché il display? Forse meno sensibile e tangibile ma sicuramente più espressivo e tecnico. Il tempo scorre e un’immagine dopo l’altra il corpo si trasforma: da femminile a maschile e viceversa, acerbo e consistente, avvolgente e morbido, rigido, filiforme, longilineo o formoso. Attraverso il susseguirsi di ben duecento anni è possibile osservare di tutto e così come la storia affianca la vita dell’uomo anche il corpo lo accompagna nella continua metamorfosi ambientale, economica, politica, sociale e, soprattutto in questo caso, fisica.

Artisti sia moderni sia contemporanei si affiancano sfidandosi attraverso le diverse, infinite, interpretazioni del corpo. Spesso solo accennandolo o rappresentandone una parte, ognuno esprime “power and identity”. Tutto sul colore-non-colore, il bianco e il nero si alternano giocando su sfumature e tracce a volte quasi invisibili altre vicine a tocchi di pennello; anche le dimensioni variano ma sfiorandosi l’una con l’altra. E così si passa dal 1996 con Head of Woman di Lucian Freud, tanto espressivo quando “di spessore”. The woman ha dei lineamenti molto duri e forti, quasi maschili. Tornando al 1857 William Mulready si esprime attraverso Academy Study, il disegno ricorda una statua dell’epoca classica: un nudo seduto su una pietra tra infinito e realtà, smarrito nei suoi pensieri.

Frank Auerbach e Tony Bevan, dal 1990 al 1994, descrivono due figure simili interpretandole diversamente. Geoffrey e Portrait Man: il primo delicato e incerto, l’altro più contemporaneo e scuro. Ci sono solamente quattro anni di differenza ma sembra che da Frank Auerbach a Tony Bevan passino intere generazioni. Parlando di passato si arriva al più lontano, il lontano Settecento, precisamente 1796-7 con Joseph Mallord William Turner e il suo A Standing Male Figure with Arms Supported in a Loop. Il corpo del modello è statuario, mostra la sua perfezione con arroganza e orgoglio, tipico comportamento di quell’epoca lontana. Senza data è Mother and Child di George Romney, un’immagine curvilinea e morbida, circolare. Madre e figlio rappresentano un unico corpo fondendosi l’uno con l’altro.

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Silvia Vetere

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