Precauzioni per l’uso: gli Alien Vampires allo Zoobar

Hanno aperto il concerto alle 23:30, con ben un’ora e mezza di ritardo, i Nydhog, duo romano dal sound a metà strada tra EBM moderna, trance e future pop.

All’una meno un quarto salgono sul palco gli Alien Vampires, fondati nel 2000 dal pittoresco Nysrok Infernalien: braccia coperte di sangue (finto?), spille che trafiggono la bocca, figura decisamente underground; nel 2004 si unisce al gruppo Nightstalker che, come gli stessi componenti definiscono, nutre le stesse passioni della band per il fotografo Jam Montoya, la pratica bdsm (bondage/sadismo/ masochismo) e le droghe. Il live finisce dopo un oretta, sul palco la batteria, il synth e il MIDI controller collegato al pc, precisi nella tecnica, hanno saputo ovviare alle mancanze del cantante, poco accurato nell’utilizzo della voce. È di quest’anno il loro EP Clubbers Die Younger, dove hanno collaborato con nomi come Suicide Commando, In Slaughter Natives e Noisuf-X.

Tracce caotiche, nervose e sonorità elettroniche “arrabbiate”. Il pubblico in delirio per questa band italo-inglese dalle tinte scure, che ha presentato un live veloce, a tratti frenetico, con una grande partecipazione da parte di chi, esaltato dalla musica più che brutale, rischiava di far venire giù il palco. Un concerto decisamente particolare, senza mezzi termini, in cui gli Alien Vampires si mostrano come sono: senza compromessi, senza freni, senza (probabilmente) nessuna regola; pare saranno tra i protagonisti del Resistanz (International Industrial Music Festival) 2013: lì ritroverete le vostre ossessioni sul palco.

 

 

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Martina Raimo

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