Pixar, trent’anni di storia al Palaexpo

In corso a Roma al Palazzo delle Esposizioni la mostra “Pixar. 30 anni di animazione”, che celebra tutti i successi della più grande casa di animazione contemporanea ripercorrendo i capolavori dello studio di Emeryville, dagli esordi di Toy Story fino al recentissimo Gli Incredibili 2. Rassegna promossa dall’Assessorato alla crescita culturale di Roma Capitale e prodotta dall’azienda speciale Palaexpo e occasione unica per immergersi nell’universo creativo di un team che, utilizzando gli strumenti tradizionali dell’arte e fondendoli con quelli dei digital media all’avanguardia, ha lasciato un segno indelebile nella storia cinematografica animata. Il percorso espositivo ottimamente curato da Maria Grazia Mattei svela al pubblico la fase progettuale nascosta di ogni singola creazione grazie alle circa 400 opere selezionate ad hoc per questo evento. Disegni a matita e pennarello, dipinti in acrilico, guazzo e acquerelli, dipinti digitali, calchi e modellini fatti a mano che assemblati e sviluppati con le migliori applicazioni di computer grafica danno vita a un prodotto finale il cui marchio di fabbrica riempie da anni i sogni di un pubblico che è cresciuto di pari passo con i suoi personaggi . Toy Story, Inside Out, Alla Ricerca di Nemo, Monster & co., Oceania, Coco sono tutti capolavori che raccontano Personaggi, Storie e Mondi – che costituiscono il tema portante della rassegna – che traggono spunto da un iter complesso teso a narrare temi universali attraverso idee ed emozioni visive e condivise. “Una vera e propria bottega Rinascimentale digitale”, sostiene la curatrice Mattei, “dove disegno a mano, scultura e informatica coesistono sul grande schermo in sintesi armonica, intrisa di grande umanità”. La mostra parte con i primi e inediti “Corti” in cui un giovane John Lasseter nel 1988 gettava le basi del cambiamento del cinema di animazione, ma riavvolgendo il nastro tutto ebbe inizio nel lontano 1979 quando nasceva la Computer Graphics Division sotto l’egida della Lucasfilm. George Lucas ne colse l’immenso potenziale e incaricò Edwin Catmull e Alvy Rai Smith di sviluppare software di grafica computerizzata, allestendo un team di ricerca per gli effetti cinematografici. Da qui si fece largo l’idea di realizzare corti di animazioni seguendo lo stampo Disneyano, ma esaltando il realismo dovuto all’uso della terza dimensione. La svolta avviene nel 1986: nasce la Pixar, che si smarca dalla Lucasfilm, con Steve Jobbs tra i soci e con l’intento, dopo anni di studi e approfondite ricerche, ben preciso di lanciarsi nel mercato dei media con una strategia di marketing che punti a creare film che utilizzino i prodotti lanciati dalla società anno dopo anno. Se a questo aggiungiamo l’alta qualità della sceneggiatura, avvincente e giocosa, e la naturale evoluzione tecnologica digitale la sintesi cinematografica è vincente e innovativa come testimoniato dai primi riconoscimenti – Oscar a Tin Story nel 1988 per il miglior corto nel 1988-. La Pixar cambia il corso della storia e i suoi personaggi – Woody e Buzz, Sulley e Mike, il topolino Rèmy e Riley di Inside Out – sono personaggi a tutti gli effetti che la tecnologia abilita e umanizza partendo dal disegno a mano e dandogli corpo scolpendoli tra riferimenti colti e iconografie che abbracciano più discipline. Lo strumento digitale diventa medium per raccontare, maestranze diverse si fondono in un unicum che comprende informatica, pittura, ingegnerie e storytelling che si incontrano creando un grande cambiamento basato su fondamenta culturali e attento ad ogni singola fase del processo creativo. L’avvento negli anni novanta del Fotorealismo Digitale conferisce alla Pixar una maggior capacità di mostrare con più profondità e dinamicità che si riflette in prodotti sempre più articolati e contaminati dove il cinema di genere si mescola osmoticamente con l’animazione superando gli steccati ideologici e le radici sintetiche da cui traggono origine. E’ cinema a tutti gli effetti quello che viene proposto e il nostro sguardo è l’unico giudice di questa metamorfosi che ha permesso a questa straordinaria azienda di sviluppare sul grande schermo storie universali e condivise attingendo a piene mani da fonti inesauribili che in questi trent’anni ci hanno emozionato, commosso e divertito. Realizzato appositamente per questa mostra itinerante una selezione di video e due installazioni spettacolari – l’Artscape e lo Zoetrope – che attraverso il digitale ci permettono di rivivere un collage filmico dei loro capolavori ricreando il fascino suggestivo del loro mondo animato. Questa la parte espositiva, ma il Palazzo delle Esposizioni offrirà ai più piccini e le loro famiglie, oltre alla rassegna cinematografica Passione Pixar in cui sarà possibile nella sala cinema rivedere e riammirare tutte le loro creazioni animate, una serie  di incontri di approfondimento A regola d’arte con esperti del settore che racconteranno le loro esperienze di lavoro analizzando i film della Pixar e diversi Laboratori d’arte per scuole e famiglie per capire meglio il dietro le quinte di una pellicola animata concludendo la visita con l’entrata in un Cubo che consentirà l’entrata in scena interattiva in 3D. Visitare questa mostra imperdibile è un’occasione ghiotta per il pubblico di tutte le età oltre che un segno di gratitudine per tutto quello che la Pixar ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi nel mercato mondiale dell’intrattenimento di qualità.

 

 

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Fabio Bandiera