Oscar 2014 nel segno di Gravity e Sorrentino

Erano 15 anni che il Belpaese non trionfava nella notte delle stelle, l’ultima con La vita è bella di Roberto Benigni nel 1999.
Diverse le accezioni di bellezza, ma stesso orgoglio nazionale che ribadisce la capacità del cinema italiano di brillare tra i fasti Hollywoodiani, a conclusione di un florido percorso già costellato dalle vittorie nei Golden Globes, negli Efa e nei Bafta. Rapidissimi i ringraziamenti ai compagni d’avventura l’attore protagonista Tony Servillo e il produttore Nicola Giuliano, nonché alle sue fonti d’ispirazione Fellini, Scorsese, i Talking Heads e Diego Armando Maradona. D’obbligo anche i ringraziamenti alle sue grandi bellezze: Roma, Napoli e tutta la sua Famiglia.

 

Vera stella cinematografica del 2014 è però Gravity, il film diretto da Alfonso Cuarón e interpretato da Sandra Bullock e George Clooney. La pellicola, presentata in anteprima mondiale alla 70esima Mostra di arte cinematografica di Venezia, si aggiudica ben 7 statuette, nel seguente ordine:

Migliori effetti speciali: Tim Webber, Chris Lawrence, Dave Shirk e Neil Corbould
Miglior sonoro: Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead e Chris Munro
Miglior montaggio del suono: Glen Freemantle
Miglior fotografia: Emmanuel Lubezki
Miglior montaggio: Alfonso Cuarón e Mark Sanger
Miglior colonna sonora: Steven Price
Miglior regia: Alfonso Cuarón

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Gli altri vincitori della serata sono stati:
Miglior Attore non protagonista: Jared Leto (Dallas Buyers Club)
Migliori costumi: Catherine Martin (Il Grande Gatsby)
Miglior makeup: Adruitha Lee e Robin Mathews (Dallas Buyers Club)
Miglior cortometraggio animato: Mr. Hublot (regia di Laurent Witz e Alexandre Espigares)
Miglior film d’animazione: Frozen (Disney Pixar)
Miglior cortometraggio: Helium (regia di Anders Walter e Kim Magnusson)
Miglior documentario cortometraggio: The Lady in Number 6: Music Saved My Life (regia di Malcolm Clarke e Nicholas Reed)
Miglior documentario: 20 Feet from Stardom (regia di Morgan Neville)
Miglior film straniero: La Grande Bellezza (regia di Paolo Sorrentino)
Migliore attrice non protagonista: Lupita Nyong’o (12 anni schiavo)
Migliori scenografie: Catherine Martin e Beverley Dunn (Il Grande Gatsby)
Miglior canzone originale: Let it Go di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez (Frozen)
Miglior sceneggiatura non originale: John Ridley (12 anni schiavo)
Miglior sceneggiatura originale: Spike Jonze (Her)
Miglior attrice protagonista: Cate Blanchett (Blue Jasmine)
Miglior attore protagonista: Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)
Miglior film: 12 anni schiavo

Assegnati anche gli Oscar alla carriera ad Angela Lansbury (l’inossidabile signora in giallo), Steve Martin e Piero Tosi.
Riconoscimento all’impegno umanitario per Angelina Jolie.

Forse verrà ricordata come l’edizione che ha riportato alla ribalta il cinema nostrano, o forse come il trionfo assoluto del messicano Cuarón. Se non altro verrà ricordata come la serata in cui le star hanno cenato a colpi di pizza consegnata nel bel mezzo della cerimonia o come la foto che ha battuto ogni record di retween. Questa:

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Gianluigi Cacciotti

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