Old Times, l’ingannevole gioco della memoria al Teatro dei Conciatori

“Il passato è ciò che tu ricordi, che immagini di ricordare, che ti convinci di ricordare, oppure fingi di ricordare”. Così il premio Nobel Harold Pinter definiva il passato che ritorna attraverso l’intricato gioco della memoria in cui “a volte ci si ricorda di cose che non sono mai accadute, ma proprio perché le si ricorda diventano reali”. Nell’Old Times – Vecchi Tempi del drammaturgo inglese, in scena fino al prossimo 14 maggio al Teatro dei Conciatori, il ricordo del tempo che fu potrebbe infatti anche non esistere, potrebbe essere la memoria a ingannare facendo sì che quel passato che si crede di ricordare sia tutto un sogno, o viceversa, potrebbero essere le persone stesse a rielaborare, selezionare e quindi a mentire.

Old Times-Vecchi TempiProtagonista assoluto dello spettacolo, diretto dal regista scozzese Michael Rodgers, è dunque l’ambiguo passato, frammentariamente rievocato dal triangolo composto da una coppia sposata da vent’anni (Kate e Deelay) e dall’unica e migliore amica di Kate (Anna) che dopo molto tempo decide di andare a far visita alla sua vecchia compagna d’avventure e così conoscere anche suo marito. Tra le due amiche comincia sin da subito la rievocazione dei gioiosi anni trascorsi a Londra, quando la spregiudicata Anna e la timida Kate erano due belle e giovani ragazze che condividevano, oltre alla stessa stanza, anche amori, amicizie e l’entusiasmo della scoperta di una magnifica Londra degli anni Cinquanta. Ricordando quei “vecchi tempi” spensierati e felici, le memorie dei tre si accavallano e si intrecciano, scatenando tensioni, gelosie e diffidenze. Vengono fuori, come spesso accade quando una terza persone viene a stravolgere l’equilibrio coniugale, fastidiose verità tenute sepolte per anni, nell’ipocrisia e nella complice menzogna.

Mentre si è immersi nella conversazione, ambientata in un comodo salotto borghese degli anni Settanta, gli interrogativi dello spettatore si fanno sempre più pressanti: che tipo di intima complicità legava le due donne in passato? Deelay e Anna hanno avuto o no una relazione? Cosa si nasconde dietro l’impenetrabile Kate? La drammaturgia, come è frequente nelle opere di Pinter, si presta a molteplici interpretazioni. Dunque Anna potrebbe tranquillamente anche essere solo una proiezione della fantasia della coppia, il pretesto “disturbante” che apre a confessioni e vecchi fantasmi, così come Anna e Kate potrebbero rappresentare, nella loro diversità, due facce di una stessa donna: timida e sfacciata, fragile e al contempo vigorosa. Nell’impossibilità di conoscere la veridicità dei fatti realmente accaduti, in un coinvolgente e a tratti sensuale gioco al massacro, ognuno dei tre fornisce la sua personale e frammentaria versione di uno stesso momento, lasciandoci con il sospetto che, in fondo, tutta la rievocazione di quei “vecchi tempi”sia stata una memoria solo sognata.

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@vale_gallinari

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Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.