Musica, arte, letteratura: 5 saggi da leggere sotto l’ombrellone

Agosto. Le ferie sono finalmente giunte per tutti (o si spera). Al mare, in montagna o al lago, c’è sempre un accessorio che accompagna le borse di ognuno di noi: il libro (o i libri) da leggere durante il nostro meritato riposo. Si tratta di libri di cui rimandiamo, solitamente, la lettura a “appena arriva l’estate” poiché, presi dal lavoro e da rigide routine quotidiane, non riusciamo a dare loro la giusta attenzione che meriterebbero. Quest’anno, come “libro da ombrellone”, vi proponiamo cinque saggi.

Bruno Ballardini – “Contro lo sport (a favore dell’ozio)”
BallardiniSaggista ed esperto di comunicazione strategica, Bruno Ballardini domanda a se stesso (e di riflesso ai lettori) il motivo per cui occorre fare sport: per la salute? Per il fisico? Per i valori? E quali? “Per alcuni, rappresenta un’innocua metafora della guerra, per molti altri il farmaco universale grazie a cui è possibile far crescere bene i giovani, sviluppare e fissare sani valori etici e morali, far tornare belli i brutti, prevenire ogni tipo di malattia, allungare la vita media dell’uomo medio. In definitiva lo sport «fa bene», ci aiuta nella nostra lotta contro il male e, in virtù di ciò, fare sport diviene quasi un dovere etico. Invece, lo sport fa male”, si legge.
E mentre, la riflessione diviene più profonda e gli interrogativi si diramano in più sfumature, la lettura – pagina dopo pagina – risulta sempre più avvincente. Caldamente consigliato, in queste calde giornate.

Stephen King – “On Writing: Autobiografia di un mestiere”
“È il romanzo della mia vita, non perché la mia vita sia un romanzo, ma perché la mia vita è scrivere”. È con queste Stephen King parole che, il Re, rispose alla domanda su cosa fosse “On Writing”. Raccontando il suo lavoro da scrittore, Stephen narra se stesso, donandoci un saggio brillante e interessante sia per gli addetti ai lavori e per gli aspiranti scrittori, che per i lettori affezionati, i quali potranno scoprire i segreti che si celano dietro alle tante storie del Maestro del brivido.

 

Haruki Murakami – “Ritratti in jazz”

Nella poetica di Murakami, il jazz è un elemento fondamentale e caratterizzante dei suoi lavori. Composto da cinquantacinque schede, ognuna delle quali commenta un disco storico di una certa epoca, Murakami è Murakami accompagnato dai ritratti di ogni musicista trattato e partoriti dall’artista Wada Makoto. Leggendo “Ritratti in jazz”, si ha l’impressione di essere catapultati in un’altra dimensione, dimensione in cui Murakami riesce veramente a farti “sentire” il brano (o il disco in questione) attraverso il solo ‘supporto’ della sua penna.

 

Giorgio Amitrano – “Il mondo di Banana Yoshimoto”

Per chi ama la scrittrice giapponese, questo di Giorgio Amitrano, è un libro da avere assolutamente nella vostra Yoshimotolibreria accanto ai romanzi della Yoshimoto. Il testo nasce dopo una lunga intervista che Giorgio Amitrano fece a lei e, al suo interno (oltre all’esplorazione del suo “mondo”), troverete anche un breve saggio inedito sulla lettura, scritto dalla stessa Yoshimoto.

 

Vasilij Kandinskij – “Lo spirituale nell’arte”

E alla fine, per coloro che non lo avessero ancora letto, un classico di sempre: “Lo spirituale nell’arte” del pittore Kandinskij. Un saggio che, usando le parole di Elena Pontiggia: “Non è una dichiarazione di poetica, non è un trattato Vasilij Kandinskij di estetica, non è un manuale di tecnica pittorica. È un libro di profezie laiche, in cui misticismo e filosofia dell’arte, meditazioni metafisiche e segreti artigianali si sovrappongono e si confondono, nel presentimento di un’arte nuova. L’aurora della pittura, che Kandinsky crede di annunciare, si riverbera anche sulle sue pagine, che ci appaiono insieme incerte e perentorie, divise tra ombra e chiarore”.

 

Buona lettura!

 

 

 

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@_mchiara

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.