Museo Laboratorio della Mente

Dal 2000, il Padiglione numero VI, dell’ex Ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà, ospita il Museo Laboratorio della Mente. L’istituto capitolino, propone ai suoi ospiti un percorso sorprendente, molto lontano dal classico modello di museo da visitare. Quello che offre è un iter interattivo e coinvolgente, che spesso diventa intimo e individuale, senza mai scadere in una spettacolarizzazione del disagio mentale o della malattia. Tramite 7 sezioni interne alla struttura, più un’installazione esterna chiamata Portatori di storie, è possibile capire e sperimentare come vivevano i pazienti e gli operatori della salute mentale all’interno del manicomio.

Impossibile non essere toccati grazie alle installazioni tecnologiche create dal famoso Studio Azzurro, un gruppo di artisti milanesi, con le quali lo spettatore può provare i diversi modi del sentire, del parlare e del vedere attraverso un’interazione diretta che prevede il suo coinvolgimento. Portatori di storie, l’ultima sezione che conclude il giro museale è ospitata nel padiglione numero XVI, quello centrale, all’interno della prestigiosa Biblioteca Cencelli. Qui scorrono su uno schermo diverse persone, tra infermieri, pazienti e i loro familiari, proiettate in scala reale che se interpellate sono pronte a condurre i loro interlocutori in una stanza più piccola per raccontare la loro esperienza, fare una confessione. {ads1}

 Il Museo Laboratorio della Mente ha molti punti di forza, tra cui non solo le installazioni all’avanguardia ma anche quello di aver creato uno spazio narrante. Attraverso ogni sezione, ogni musica di sottofondo, ogni immagine, viene raggiunta la sensibilità di chi guarda e scopre la vita vissuta diversamente, quella vissuta in un manicomio. L’Ospedale Psichiatrico del Santa Maria della Pietà è stato chiuso definitivamente, dopo 5 secoli di attività, nel 1999, ma ha continuato a diffondere il messaggio entrare fuori uscire dentro dal 1978, con la Legge 180, meglio conosciuta come Legge Basaglia, ancora oggi grazie al Museo della Mente. Un luogo da visitare per conoscere la malattia mentale e prevenire la discriminazione. Uno spazio in cui cogliere chiaramente un concetto, quello che: da vicino, nessuno è normale.

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Annalisa Manta

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