Monica Guerritore è Judy Garland!

Lontana anni luce dalla piccola Dorothy, la bambina protagonista de “Il mago di Oz”, che cantava la celebre canzone “Somewhere over the rainbow”, Judy Garland la ritroviamo nello spettacolo a lei dedicato End of the Rainbow (il titolo non è casuale) ideato da Peter Quilter per la regia di Juan Diego Puerta Lopez. Protagonista assoluta dello spettacolo che mette in scena gli ultimi anni della vita di Judy Garland è l’attrice Monica Guerritore. E’ il 1968 e Judy alloggia in un’elegante suite dell’Hotel Ritz Carlton al centro di Londra, con lei ci sono il suo amico gay-pianista che la accompagna nei suoi concerti a teatro Anthony (Aldo Gentileschi) e il suo nuovo giovane fidanzato e futuro marito (il quinto per la precisione!) Mickey Deans (Alessandro Riceci). Sono le ultime settimane della vita della celebre attrice hollywoodiana pochi mesi prima della sua prematura morte avvenuta il 22 giugno del 1969, all’età di appena quarantasette anni, dovuta a un’assunzione eccessiva di barbiturici. {ads1}

Pillole, alcool, sedativi, Judy Garland è una star con una voce magnifica, ma fragile. Matrimoni falliti, tentativi di suicidio, dipendenze da farmaci, questo è Judy. Cantante, attrice e ballerina tra lustrini e paillettes anche questo è Judy. Una star che fatica ad andare sul palcoscenico, in crisi con se stessa e con il pubblico. Monica Guerritore tiene sempre alta l’attenzione, davanti a una scenografia che rappresenta la stanza di un albergo e che, grazie a un gioco di luci, si traforma nel palcoscenico dove Judy si esibisce. Nel musical End of the Rainbow Monica Guerritore recita, balla, ma soprattutto canta, accompagnata dal vivo dai musicisti, otto tra le più belle canzoni della star di Hollywood (da “Smile” a “For Once in my Life”). Un arcobaleno di colori e di emozioni pervade la scena dalla malinconia al riso, dalla tristezza all’euforia, dalla creazione alla distruzione. Un musical tragico e comico allo stesso tempo, che ha il merito di portare in scena la storia di un’attrice poco conosciuta in Italia. La storia di una donna profondamente sola, aldilà dei suoi tanti amanti, debole e fragile allo stesso tempo, che richiama alla mente un’altra star hollywoodiana dalla tragica fine: la ben più conosciuta Marilyn Monroe. Somewhere over the rainbow c’è Judy Garland.

 

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Giulia Lucchini

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