Al Centrale Preneste Teatro va in scena “Il piccolo violino”

Domenica 18 dicembre andrà in scena al Centrale Preneste Teatro Il piccolo violino, ultima rappresentazione teatrale prima della pausa natalizia. Lo spettacolo dedicato a grandi e bambini esplora i temi del coraggio e della generosità. In quest’intervista il regista Beno Mazzone ne svela alcune anticipazioni.

Per il Teatro Libero di Palermo la stagione 2017 si prospetta molto ricca e piena di aspettative. La vostra compagnia cerca sempre di essere originale e anticonformista. Quanto è difficile questa “rinnovazione” avendo le proprie radici al Sud dove a volte i cambiamenti sono difficili da realizzare?

Certamente per il 2017 nutriamo molte speranze di poter lavorare per raggiungere il nostro obiettivo che è quello di soddisfare le esigenze del nostro pubblico che ci chiede sempre più spettacoli che possano rispettare la loro intelligenza. Teatro Libero persegue da diversi decenni questa linea e per questo non va controcorrente per inseguire mode effimere, ma coerentemente cerca di proporre spettacoli per adulti e per ragazzi che possano divertire e far pensare, riflettere su temi attuali. L’innovazione consiste per noi nel non ripetere schemi, linguaggi e temi con superficialità, ma, attraverso ottime drammaturgie contemporanee, selezionate con attenzione, provocare l’intelligenza dello spettatore chiamato a seguire il racconto, lo spettacolo leggendo in profondità. Siamo per un racconto non “gridato” ma suggerito all’attenzione di chi vuole essere attento. Da questo punto di vista nord e sud si equivalgono. Certamente al Sud, in generale, storicamente c’è un ritardo e quindi anche per il teatro le difficoltà di lavoro sono maggiori rispetto al nord.

Come mai la scelta di ispirarsi proprio al libro di Dickens “Le ricette di Dr. Marigold?” 

Il nostro autore Jean-Claude Grumberg ha avuto commissionata la riscrittura di questo testo di Dickens ed in questo modo ha iniziato poi a scrivere per un pubblico non solo adulto. Grumberg è uno dei maggiori autori di teatro vivente, che ha ottenuto in Francia moltissimi premi e soprattutto quello più ambito, il Molière. Naturalmente “Il piccolo violino” è un testo autonomo rispetto a quello al quale si è ispirato l’autore e tocca temi molto belli con delicatezza. Io ho avuto il piacere di lavorare su altri testi  di Grumberg, sia per adulti che per “tout public”, come si dice in Francia e sono sempre profondamente attratto dalla sua scrittura. In questi giorni sto traducendo il suo ultimo testo per adulti, che spero mettere in scena prossimamente.

La storia parla di Leo, venditore ambulante, che scopre la ricetta della felicità. Può dirci in due parole in che cosa consiste la felicità per il protagonista?

La felicità per Leo ma anche per tutti noi è quella di non essere mai soli, di avere famiglia ed amici. Oggi però in una società dominata dalla tecnologia che dovrebbe migliorare la comunicazione, la solitudine è sempre più esasperante. Lo sanno i poveri animali domestici, cani e gatti, che spesso soffrono dell’aggressione dei loro padroni. Oggi i bambini vivono già in simbiosi con i telefonini, con internet, anche la televisione è stata abbandonata. Ma la vera ed autentica felicità, dice poi Leo, non è solo non restare da soli, ma “saper vivere” da soli.

Nel testo è presente un messaggio moralistico che si fonda sulla solidarietà e sulla generosità verso i più deboli. Quanto è importante oggigiorno, in cui siamo sempre più soggetti all’egoismo, mandare un messaggio di questo tipo? 

La solidarietà e la generosità sono importanti nella nostra società e raccontare con storie semplici e profonde, quanto queste siano necessarie mi pare importante.

 

 

Vai alla home page di Lineadiretta24

Leggi altri articoli dello stesso autore

Vuoi commentare l'articolo?

Anita Lazzari