Maxxi: Non basta ricordare

La mostra si articola intorno a 5 temi universali che fanno parte della nostra quotidianità: città e ambiente, gioia e dolore, politica e ideologia, fisicità e intimità e infine teatro e performance. Il sentiero della mostra si dirama tra installazioni, fotografie e dipinti. Si passa dall’installazione di Francis Alys formata da 80 diapositive che hanno per soggetto cani randagi e senzatetto addormentati, alle fotografie di Nobuyoshi Araki che ritrae  figure femminili, le donne sono protagoniste di scatti sensuali, ma anche surreali; fino ad arrivare all’Alfa Romeo GT veloce di Elisabetta Benassi.

Hou Hanru spiega quali sono gli obiettivi della prestigiosa rassegna: “Non basta ricordare sottolinea la necessità di adottare una visione più ampia e un approccio più dinamico per sviluppare e comunicare la collezione del museo dunque non solo conservare ed esporre eccellenti opere d’arte contemporanee, ma anche attivare un processo vivo in cui la memoria della storia venga continuamente ricostruita, per dare all’opera nuova vitalità, per continuare a produrre significati che ispirino la comprensione del presente.” L’intento dell’interazione tra le opere e il pubblico è un’opera perfettamente riuscita e compiuta. Per tutta la durata del percorso si ha la sensazione di essere provocati, stimolati e pungolati al punto da riuscire a tirar fuori la voglia di soddisfare la propria curiosità. In questa esposizione non sarete osservatori passivi, ma partecipanti.

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Arianna Arete Martorelli

Nasce a Roma lo stesso giorno di Francesco Facchinetti, che coincide casualmente con la data di morte di Leonardo da Vinci. Dopo il primo vero colloquio della sua vita, nell’ottobre 2013 diventa redattrice della sezione cultura e spettacolo per Lineadiretta24.it tra un articolo e un altro, nel tempo libero, si interessa di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica… concretamente gira, vede gente, si muove, conosce, fa cose. Dopo la laurea vorrebbe partire alla volta di New York per intervistare David Letterman. Spera di non dover mai scendere a compromessi meschini, odia bere l’acqua dalle tazze e i “no” a prescindere, crede fermamente che comunque, in fin dei conti, il destino ha sempre più fantasia di noi.

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