So does your mother: nasce la progressive rock dance

Ci eravamo lasciati con l’intervista al grande Fefo, il quale ci aveva suggerito alcuni nomi degni di nota nella musica emergente romana, tra cui i So does your mother. Colpiti già da un primo ascolto dei loro brani, siamo andati a sentirli a Trastevere: possiamo dirlo, Fefo non si sbagliava.

so does your motherLa band, nata ufficialmente nel 2011, è composta da ben 10 elementi: Lorenzo Sidoti alla chitarra, Francesco Antonini al flauto, Alessio Zappa alla bateria, Gian Maria Camponeschi al basso, Vladimiro Sbacco alle tastiere, Letizia Lenzi al clarinetto, Carmine Di Lauro al sax, e le voci Francesca Faraglia, Domitilla Masi, Maria Onori. La combinazione di strumenti così diversi tra loro porta all’affermazione di un nuovo genere musicale: “progressive rock dance” la definisce il leader della band Lorenzo Sidoti durante una piacevolissima chiacchierata avvenuta davanti ad un ottimo caffè in un bar romano. “È un termine che ci siamo inventati: progressive rock con delle influenze funk, disco, dance; termine, quest’ultimo, che va inteso non come genere ma come “ballare”. La base da cui partiamo è il progressive rock, un genere che ha tanti anni di storia, che qualcuno pensa sia piuttosto noioso, con lunghe parti solo musicali; noi vogliamo invece far capire che ci si può divertire anche con questo genere”, spiega. Ora i conoscitori di musica si chiederanno (o probabilmente lo hanno già fatto) “ma So does your mother non prenderà spunto dai The Mothers of Invention, storico gruppo statunitense del grande Frank Zappa?” Ce lo siamo chiesti anche noi, ma Lorenzo ci ha rivelato che in realtà si è trattato solo di una strana coincidenza: “Il nome del nostro gruppo è nato prima della passione per Zappa: ancora non facevamo sue cover. Poi è diventato il nostro mentore perché è riuscito a mischiare il progressive rock con generi musicali vari e così abbiamo deciso di fare delle cover inizialmente, un po’ per conoscerci meglio, un po’ perché non ci andava di fare cose classiche, banali.” Dunque fonte di ispirazione Frank Zappa, ma, come sottolinea Lorenzo, “essendo 10 persone abbiamo 10 retroterra musicali diversi: partiamo dal metal, passando per la classica, il jazz, fino ad arrivare alla musica etnica e questo porta a quello che siamo noi, un genere eterogeneo. Vogliamo far capire alle persone quello che siamo noi attraverso quello che suoniamo.”

so does your motherTuttavia i So does your mother mantengono una solida connessione con Zappa, anche in virtù della collaborazione, nel loro ultimo album Neighbours, con Ike Willis, storica voce e chitarra di Frank Zappa: “e’ stata una grande gioia per noi: lo abbiamo conosciuto nel 2013, abbiamo aperto il suo concerto con  gli Ossi Duri a Roma. E’ passato poi un anno, avevo questa parte parlata da dare a qualcuno di esterno alla band: ho pensato ad Ike, gli abbiamo scritto e lui è stato molto gentile.” Nato grazie alla collaborazione del produttore artistico Marco Molteni, Neighbours sembra essere un riassunto della loro musica, o meglio, “un primo livello” come lo definisce Lorenzo. Sorprendente l’inserimento, al suo interno, di un brano in lingua latina, Mitile Milite, che “nasce da un ritorno in treno facendo il cruciverba: da lì è partita l’idea dell’accostamento tra le due parole, milite e mitile. E poi avere questa figura eroica, una cozza-soldato che riesce a salvare l’umanità da questo nemico che è la salsiccia, era un accostamento molto divertente. L’idea di scriverla in latino per renderla epica è piaciuta a tutti.” Ma altrettanto curiosa anche la spiegazione che è dietro il titolo dell’album stesso dei So does your mother: “Abitando in un appartamento, durante l’inverno non vediamo i nostri vicini, se non per la rampa delle scale, mentre con la bella stagione tutti aprono le finestre e senti la vita del tuo palazzo: senti la musica di quello di sotto, quelli accanto che stanno litigando… Perciò abbiamo pensato ad un collegamento con la musica emergente: vorrei che le persone aprissero le loro finestre e facessero ascoltare tutta quella musica che è stata finora relegata in determinati locali. Apertura delle finestre come apertura della mente per cercare di diffondere la musica emergente.”

E a questo punto non possiamo non chiedere un parere sul panorama emergente musicale romano anche a chi lo vive tutti i giorni: “Dal punto di vista prettamente musicale è un panorama molto vivo: ci sono molti progetti validi come Il Branco, La Scala Shepard, Mcfly’s got time. Ritrovandomi per caso nei locali ho conosciuto poi tanti gruppi estremamente divertenti, anche cantautori, nonostante io non sia dentro il cantautorato. C’è una grande voglia di uscire, di collaborare e ho notato che c’è molta solidarietà: prima molto gruppi si facevano guerra, ora c’è molta più unità in una situazione lavorativa difficoltosa.” Tutto vero: Fefo nella nostra intervista ci parlava della difficoltà dei gruppi emergenti di uscire e quindi della tendenza di puntare sempre più ai talent, rispetto a cui Lorenzo (e in generale i So does your mother) si esprime così: “Alcuni gruppi si sono scoraggiati, stanchi di sbattere contro porte e questa cosa ha portato molti ad affidarsi ai talent, non come una speranza, quanto dire “abbiamo provato tante vie, proviamo anche questa”. Il mondo emergente è veramente complicato: per chi ne fa una professione molto spesso è difficile alimentare i propri progetti musicali, lavorare in studi musicali sempre migliori, fare video musicali al top. Perciò molti si sono buttati nei talent: noi e il gruppo non lo condividiamo perché non riteniamo che il nostro oggetto sia adatto ad un talent, sia a livello pubblicitario che musicale. Quello che mi preoccupa  è che gli artisti che ne vengono fuori non sono opportunamente supportati: vengono sfruttati fino a che c’è la giusta pubblicità da parte della televisione; nel momento in cui questa pubblicità viene meno, allora vengono completamente abbandonati dall’etichetta di riferimento e si ritrovano spaesati, pensando di aver fatto un salto rispetto a quello che erano prima e invece si ritrovano più in basso. Questo mi dispiace molto.”

Sui progetti futuri dei So does your mother Lorenzo non si sbilancia perché, dice, “amiamo molto le sorprese”. Perciò annuncia solo l’uscita di un nuovo disco entro il 2017. Intanto godetevi il video di Modern Seducer, presentato il 15 gennaio a Spaghetti Unplugged:

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Ludovica Pallotta