Love is in the air, se l’amore è una turbolenza

Lasciandosi alle spalle New York, Julie e Antoine si incontrano sull’aereo che li riporta in Francia. Apparentemente due passeggeri qualunque, in realtà condividono una relazione passata che ha lasciato su entrambi numerosi strascichi. L’incontro casuale offre l’occasione per un racconto a ritroso dal primo dialogo fino alla rottura, diluito in una serie di episodi che descrivono la fragilità dei due caratteri.

Lei gelosa, esplosiva e affascinante ostenta un’instabilità che si riflette anche nella sua vita per l’arte, lui donnaiolo, irrequieto, talvolta infantile, si trascina tra una donna e l’altra, tra un bar e l’altro. Sin dal primo approccio in un bagno, la storia prende i contorni della svolta, dimostrando che il legame è destinato a segnare profondamente le vite dei suoi protagonisti. Un amore totalizzante che induce l’uomo a cambiarsi per la donna e la donna a cambiarsi (ma senza eccessi) per l’uomo.

Julie potrebbe essere la nostra vicina di casa, Antoine il ragazzo in fila allo sportello del bancomat. Tra gelosie, dimenticanze, ferimenti, promesse e dimostrazioni d’amore, l’occhio che indaga lo svolgersi di questo amore indugia con schiettezza ma senza eccessiva prevedibilità sulla veritiera realtà di coppia, disseminata di disagi personali che vanno a confliggere nell’incontro con l’altro. Amour et turbolences, secondo il titolo originale (tradotto per il pubblico italiano in Love is in the air). Una commedia che oscilla tra la convenzionalità e la sottigliezza, lasciando spazio ad una quotidianeità convincente. Quella ad esempio secondo la quale la coppia teme l’incontro con l’esterno, che sia un’altra donna oppure un viaggio dall’altra parte del mondo.

Anche l’espediente del racconto spezzato porta movimento al film, che si lascia guardare con piacevolezza, seppur sfiorando nel finale il confine occulto del clichè. Rimane inconfondibile lo stile della comicità francese, mai sgarbata, sempre sorridente ma non sguaiata, una descrizione attenta di caratteri umani che induce al sorriso senza strafare.

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Lavinia Martini