Lo chiamavano jeeg robot riempie l’ex dogana

Ci sono serate, momenti o eventi in cui senti di ritrovarti in mezzo a qualcosa di particolare, come è successo all’ex dogana con il cast di “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Noi di Lineadiretta24.it eravamo lì a raccontarvi in diretta l’evento. I protagonisti si sono fatti aspettare, questo va detto, ben oltre l’orario d’inizio previsto. Ma va bene così. I divi si fanno attendere, questo è risaputo e loro lo sono a tutti gli effetti. Magari non vorrebbero esserlo, cercano di fingere che non sia così, sembrano indossare ancora i costumi di scena da ragazzi di borgata che hanno assunto superpoteri per caso e ancora non sanno che farsene; ma quello che gli si para davanti agli occhi li riporta alla realtà: hanno fatto il botto. La gente si accalca attorno al palco, li aspetta al freddo, li chiama, fischia e qualcuno sembra spazientirsi nell’attesa ma quando arrivano sul palco Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Gabriele Mainetti passa tutto. Sono arrivati e il pubblico non voleva altro che vederli ed ascoltarli. lo chiamavano jeeg robot

Santamaria parla della serata dei David, di quanto non si aspettasse un successo del genere e ci chiediamo il perché visto che ci dice di aver visto il film già nove volte: era evidente già alla prima visione che solo dei cechi non avrebbero apprezzato un lavoro del genere. Il successo è evidente, palpabile. Dal pubblico si fanno largo anche tre Cosplayer vestiti da “Zingaro” (il personaggio interpretato da Marinelli n.d.r.), da Enzo (Santamaria) e da Bancomat, ruolo fondamentale ed imprescindibile di cui non diremo altro per evitare spoiler. “Siamo l’unico film ad aver vinto i David di Donatello ed avere i Cosplayer, non credo che Moretti possa vantare altrettanto” commenta Santamaria scherzando. Ma è una battuta fino ad un certo punto.lo chiamavano jeeg robot costplay Per quanto pazzi siano quei tre saliti sul palco conciati in quel modo (lavoro egregio comunque), sono la cartina tornasole di quello che ha combinato “Lo chiamavano Jeeg Robot” non solo nel panorama cinematografico italiano ma anche nell’immaginario di noi spettatori. Mainetti resta in disparte, forse meno abituato a ribalte di questo genere o forse semplicemente più schivo degli altri, ennesima conferma che attore e personaggio sono due cose ben distinte. Mentre gli altri parlano tira fuori il cellulare e con estrema soddisfazione notiamo un particolare nella cover del suo telefonino dove è appiccicato un adesivo con una faccia indimenticabile ed una scritta in rosso “Verità per Giulio Regeni”. Grande Luca.lo chiamavano jeeg robot ex dogana

Finite le interviste si passa al pezzo forte della serata. Come promesso il cast si esibisce in un paio di pezzi suonati e cantati. Santamaria e Marinelli alla voce, Mainetti alla chitarra e Michele Braga (compositore delle musiche di “Lo chiamavano Jeeg Robot”) alla tastiera. Come avete potuto seguire dalla nostra diretta live, una bella versione acustica della sigla di Jeeg Robot seguita da “Un’emozione da poco” di Anna Oxa, parte della colonna sonora del film in cui viene cantata dallo Zingaro in una delle scene cult di “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Pubblico in delirio come fossero ad un concerto vero e proprio. Dulcis in fundo, sale sul palco il resto del cast: da Stefano Ambrogi (Sergio) ad Antonia Truppo (Nunzia). C’è anche Stefano Tesei che nel film interpreta il Biondo, quello che nella scena della macchina è l’unico a non cantare a squarcia gola “Non sono una signora”. Si vuole togliere questo sassolino nella scarpa e si trascina dietro tutti quanti.

La serata con il cast di “Lo chiamavano Jeeg Robot” finisce così in un bagno di folla degno delle più grandi star. Un ragazzo dal pubblico riesce ad avvicinare Mainetti “Gabriè – grida sorridendo – te prego non lo fa il seguito. Te Prego!”

 

@g_gezzi

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.