Lillo e Greg in un “docu-teatro” all’insegna del rock

Per la regia di Mauro Mandolini, Chi erano i Jolly Rockers? è il risultato della fantasia e della vasta conoscenza del campo musicale da parte di Claudio “Greg” Gregori, autore del testo dello spettacolo e dei brani musicali che, insieme all’inseparabile Lillo, ma anche a Max Paiella e alla band musicale dei Jolly Rockers appunto, dà vita a questa divertente e didattica commedia. La conferenza stampa di ieri, 27 marzo, ha dato un piccolo assaggio di quello che il pubblico si troverà di fronte, ovvero un ampio palcoscenico in grado di ospitare contemporaneamente gli attori e la band. Il gruppo è formato da sette musicisti, ovvero Attilio Di Giovanni, Alfredo Agli, Mario Caporilli, Mario Monterosso, Francesco Redig de Campos, Stefano Rossi e Alessandro Tomei che, proprio ieri, tra una spiegazione e l’altra da parte dei protagonisti, hanno anticipato alcuni dei 17 brani, tra cover e originali, che accompagneranno l’intero show. E come nella conferenza, così nello spettacolo sarà presente quest’alternanza tra recitazione e musica; quest’ultima però non prenderà mai il sopravvento, permettendo alla trama di fondo di proseguire, divertire e stupire grazie alla fantasia che la caratterizza, messa in scena, in modo particolare, dalla figura di Dr. Phenex, un diavolo imbranato e cialtrone interpretato da Lillo, che avrà la funzione di filo conduttore delle varie vicissitudini.

Il perché si sia esordito parlando di “docu-teatro” verrà esplicitato dalla commedia grazie alla presenza di finte interviste filmate che avranno come protagonisti Renzo Arbore e Marco Presta, per la voce narrante del noto giornalista e critico musicale Dario Salvatori, volte a rinvigorire l’aspetto didattico e storico utilizzati per tracciare le origini della musica rock, delle sue trasformazioni e dei suoi più importanti protagonisti. Uno show quindi che unisce diversi tipi di linguaggio, il comico e il preciso e puntuale e di manifestazione artistica, la musica e la recitazione, mantenendo però un perfetto equilibrio tra questi vari registri.

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Ilaria Francesca Petta

Più di là che di qua, nel senso metaforico...ma anche letterale. Classe 1986, nasco sotto il segno dei gemelli, di cui sono una chiara rappresentazione. Senza terra sotto ai piedi, con uno spiccato senso internazionalistico, credo che l'Italia sia un Bel Paese in declino, legato ancora a un glorioso passato. Laureata in lingue e traduzione, mi sono immersa in questa odissea, chiamata giornalismo, a 26 anni..forse tardi, ma assicuro che sto recuperando in pieno. Masterizzata in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali girovago come tirocinante, al momento nella Commissione europea a Roma.

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