Last (day) but not least. Anzi…

Il festival di Roma è proiettato a essere una delle più grosse manifestazioni internazionali di questo tipo. I passi in avanti sono evidenti e anche l’ottimo risultato di questa serata lo dimostra”, dice il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno al termine della cerimonia di chiusura e di premiazione all’Auditorium Parco della Musica. Chiusura e soprattutto premiazione, ma prima i film del giorno.

 

Cosimo e Nicole” di Francesco Amato, ormai conoscitore dell’ameno e complesso mondo dell’adolescenza – dopo “Ma che ci faccio qui!” e “I liceali 2”- inizia con gli scontri del G8. Lui italiano, lei francese, è una storia d’amore che non scende a compromessi, anche quando si fanno vivi “il cinismo e la durezza della realtà”. E si guadagna Miglior lungometraggio nella sezione Prospettive Italia. “Una pistola en cada mano” è una commedia spagnola diretta da Cesc Gay, regista di “Kràmpack”. Il film è arguto, divertente e veloce: “otto uomini sulla quarantina colti in situazioni quotidiane che rivelano il loro vero dilemma”, la crisi dell’identità maschile. Un colpo di scena verso la fine non ci sarebbe stato male.

 

E finalmente le premiazioni. Miglior film: “Marfa Girl” di Larry Clark. Privo di una storia, vicino alla provocazione ma caduto nello scontato quanto squallido tentativo di uscire dalle righe. Miglior regia: “E la chiamano estate” di Paolo Franchi. Magari l’hanno fatto apposta per consolarlo dalle eccessive critiche o forse è una provocazione così come lo è il film. Cosa che non è una brutta idea, qualcuno però si è dimenticato di curare il linguaggio cinematografico. E quel qualcuno corrisponde proprio al vincitore. Stesso film ma professionalità e talento affiancano Isabella Ferrari, miglior interpretazione femminile. Acutezza e novità invece per Jérémie Elkaim, miglior interpretazione maschile nell’ironico e sagace film “Main dans la main”. Premio speciale della giuria: “Alì ha gli occhi azzurri” definito un capolavoro. Sì da vedere, ma addirittura un capolavoro… Marilyne Fontaine, “sciapa” interprete di Gaelle in “Un enfant de toi” di Jacques Doillon,è stata nominata giovane attrice emergente. “Mai morire” vince il premio per il miglior contributo tecnico per la fotografia (Arnau Valls Colomer)e il premio per la miglior sceneggiatura (Noah Harpster e Micah Fitzerman-Blue)lo conquista “The motel life”, il preferito dal pubblico. In questo caso tutt’altro che sovrano. 

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Silvia Vetere

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