La strampalata rivoluzione per un’Italia Libre

Alla base della storia ci sono due amici che, nonostante i richiami del sabato sera e le promesse di sballo tra coetanei, decidono di dare la sveglia ad un mondo ormai inerme, assopito nel consumismo e nell’illusoria felicità derivante da terapie d’acquisto, scandite dal rintocco dell’ultima diavoleria tecnologica o della nuova collezione da stipare nel guardaroba. Svegliare le coscienze è rivelare ad ognuno che c’è un mondo che ci osserva, un sistema assai più grande dove le nostre abitudini, i nostri consumi e le nostre idee vengono monitorate al fine di evitare squilibri. Siamo considerati come matricole la cui unica differenziazione è scandita da un numero seriale, felicemente a nostro agio in questa indifferenziazione di fondo.
Goldrake e Spartacus diventano gli improbabili padri costituenti del C.I.O.P. il Collettivo Indipendente d’Opposizione Popolare, nonché simboli di una battaglia che deve sottostare a regole precise e priorità incombenti: prime fra tutte un attentato e un rapimento. Per un maldestro fraintendimento geografico però viene fatta esplodere una casa di riposo: “sai a chi importerà che abbiamo fatto saltare in aria dei pensionati deambulanti!”
Il vero divertimento esce fuori in maniera dirompente con il rapimento di un personaggio della tv e la relativa licenza scenica messa in atto: un battibecco a più voci che nonostante l’amaro finale strappa applausi e sorrisi da un pubblico visibilmente divertito.
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Uno spettacolo leggero, ben strutturato e che mette in evidenza molte delle assuefazioni moderne, sebbene i dialoghi rimangano a volte confinati entro un registro marcatamente colloquiale e lessicalmente molto ristretto. Il “tiro di bamba”, così come lo sballo del sabato sera, rimangono una lecita debolezza, se inscritti in una propedeutica preparazione alla riuscita della rivoluzione culturale dal basso. Qualsiasi altro vizio o concessione morale è invece appannaggio massmediatico.

Italia Libre si configura dunque come una commedia amara da accompagnare con un sorriso di disagio, un sassolino di denuncia sociale tirato nel mare di battute e proclami (a)tipici di due giovani, finalmente consapevoli del mondo che li circonda.

 

Una produzione DoveComeQuando

Debutto Nazionale
Festival Inventaria III edizione
– Fuori concorso –

Teatro dell’Orologio (Sala Grande)
Via dei Filippini 17/a, Piazza Navona – Roma

20-22 maggio 2013 ore 20.30 (sala Gassman)
31 maggio 2013 ore 21.30 (sala Grande)

Interpreti : Flavia Germana de Lipsis, Marco Schiazza

Regia: Pietro Dattola

Aiuto regia: Alessandro Marrone

 

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Gianluigi Cacciotti

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