La storia di Condé Nast alla Fondazione Forma di Milano

Lunghe analisi e approfondite ricerche hanno accompagnato l’esperta negli archivi Condé Nast di Londra, Milano, Parigi e New York dal 1913 a oggi. Commercio e creatività sono le fonti vitali della fotografia di moda che nasce come advertising per poi trasformarsi in un frammento di storia. Chiaramente quando lo scatto vale.

Il problema non si pone quando dietro alla macchina fotografica si nasconde Cecil Beaton o Guy Bourdin, Horst P. Horst o Peter Lindbergh, Helmut Newton o Man Ray o ancora Paolo Roversi, Edward Steichen, Mario Testino, Tim Walker e tanti altri.
 Sono loro i protagonisti delle pagine Condé Nast, i maestri della fotografia di moda. “La moda oltre a essere un’arte è un linguaggio che va compreso in ogni sua sfaccettatura e che trascende il puro e semplice contesto d’uso pratico quotidiano”, coerentemente con questa riflessione il percorso di Nathalie Herschdorfer inizia nel 1913 con il ritratto di Gertrude Vanderbilt Whitney scattato da Adolf de Meyer per Vogue e si conclude con uno still life di Michael Baumgarten su Teen Vogue del 2006.



Fashion. Un secolo di straordinarie fotografie di moda dagli archivi Condé Nast è anche un volume, edito in Italia da Contrasto. Definito “strumento imprescindibile per chiunque aspiri a lavorare nel campo della moda”, il libro accompagna il lettore in un susseguirsi di decadi e con esse nella continua metamorfosi che la moda ha subito. Abiti, accessori, pose, scatti, volti, tutto al fine di esprimere l’essenza di Vogue, riassumibile in un trittico di parole o meglio concetti: innovazione, qualità, ricercatezza. E così tra creatività, eleganza e “influenza visiva”
un grazie a Nathalie Herschdorfer che ha reso toccabile e visibile la storia della moda per noi comuni mortali.

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Silvia Vetere

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