La follia dei totalitarismi in scena al teatro dell’Orologio

Tra questi il Professor Ferruccio di Cori, psichiatra e scrittore ebreo costretto a un ricovero forzato pur di sfuggire alle follie naziste. Ferruccio (Angelo Tantillo) viene ricoverato sotto il nome di Angelo e messo in stanza con un certo Enrico (Dario Aggioli), il più tranquillo tra i degenti. Enrico è un fervido sostenitore delle politiche mussoliniane, da piccolo infatti era solito andare mano nella mano con il padre sotto il balcone ad ascoltare i discorsi di Benito, il duce. Nonostante il trasferimento a Torino, lontano quindi dai luoghi del fascismo, il ricordo patologico e forsennato di quei giorni ha continuato a vivere attraverso la radio, riducendolo pian piano a schizofrenico adulatore. Enrico, camicia nera divenuta camicia di forza, odia gli ebrei e li definisce pericolosi, perché oltre ad attentare ai nostri soldi e ai bambini si nascondono sotto i letti, negli armadi… L’idea di averne uno in stanza lo inquieta. Dal canto suo Ferruccio/Angelo non può sottrarsi alla paradossale sfida emulativa della patologia di Enrico, quale unica via di salvezza.
Le maschere (opera di gioventù di Julie Taymor) di Enrico, gelosamente custodite in una borsa di pelle, saranno le uniche compagne di lunghe giornate passate all’ombra di luci alogene, fin quando i tedeschi non arrivano a stravolgere la canzonatoria ripetitività del centro di cura mentale. Per Ferruccio sembra essere la fine: il suo segreto, condiviso con il matto fascista, sta per essere rivelato.

Lo spettacolo, messo in scena dalla compagnia Teatro Forsennato e in scena fino al 10 febbraio, affronta il delicato argomento della memoria mettendo in relazione la patologia mentale con le ideologie estremiste. In un rapporto di antitetica corrispondenza il razionale ebreo e il matto fascista dialogano fin quasi a sovrapporsi: la salvezza di Ferruccio passa infatti attraverso l’adesione apparente al totalitarismo delirante. Una denuncia elaborata, appena percettibile, di un periodo buio molte volte rinnegato. Uno spettacolo off che nel giusto tempo (ogni minuto di delirante ripetitività oltre gli effettivi 45 sarebbe stato di troppo) mette a nudo la folle razionalità umana.

Per informazioni sullo spettacolo basta cliccare qui 

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Gianluigi Cacciotti

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