L’Ottocento riscoperto, capolavori in mostra

Vestite di quell’ “impressione del vero” che fa da sfondo all’intera produzione artistica italiana di fine 800, le opere esposte fino al 14 giugno alla Galleria d’Arte Moderna di Roma propongono un ritratto dell’ età dei colori cangianti, rivissuta attraverso paesaggi e volti quotidiani, a tratti venati dai primi simbolismi di preludio all’ età contemporanea. Pezzi di estremo interesse, di cui molti mai esposti prima, provenienti in gran parte dalla straordinaria collezione della Galleria, ad opera di artisti noti o meno conosciuti, dai bronzi colati di August Rodin ad autori di “di nicchia” quali Adriano Ferraresi, Augusto Bompiani, Paride Pascucci, con un focus dedicato allo scultore Vincenzo Gemito (visitabile solo fino al 1 marzo). Colori sfaldati, intrisi di luce, emozionali, si smarriscono nel racconto suggestivo delle tematiche fondanti del “secolo più lungo”, indubbio protagonista della stagione culturale romana in corso. Dopo Alma Tadema- L’ottocento inglese al Chiostro del Bramante e Trevi.Una capitale allo specchio del Museo di Roma in Trastevere, Artisti dell’800: Temi e Riscoperte è una storia d’amore con i paesaggi incantevoli del Mediterraneo. Dalle notti torride delle estati napoletane, descritte per chiazze di colori lunari e d’argento, il viaggio prosegue nelle assolate passeggiate sul Pincio delle dame della Belle Epoque (Passeggiata al Pincio di Georges Paul Leroux), tra incursioni realistiche nell’ intimismo del popolo, ed intenti poetici nascosti sui fondali del Lago di Nemi, riletto da Enrico Coleman nella tradizione di Speculum Dianae. Luoghi ed attori di un tempo fatale per l’arte, che si riscopre sorpresa di fronte alle improvvise novità fotografiche, ma comunque irragiungibile nella sua libertà di scegliere per ogni occasione le vesti giuste. Mentre cattura con imponenza Neoclassica immagini ufficiali, si accosta con la confidenza del Verismo agli angoli della campagna romana più genuini e nascosti, sempre attenta al sentire dell’ artista. Perchè, per dirla con le parole del filosofo svizzero Henri Friedrich Amiel, nel cuore di ogni uomo “qualunque paesaggio è uno stato d’animo” .

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Eva Elisabetta Zuccari

Per lavoro e per passione racconto storie. Dalle esistenze straordinarie di persone comuni ai "pancini sospetti" del Gossip. Giornalista in divenire, classe 1989, curiosa. Spio tutto e tutti: voi non sapete chi sono io, ma io potrei già sapere chi siete voi.