L’alternativa c’è: Musicraiser

L’industria discografica sta cambiando. Per fortuna, penseranno i diversi artisti, musicisti o musicanti (che dir si voglia). Non gira più tutto attorno ai soliti nomi noti, non serve più assecondare il gusto del “discografico medio”, categoria proliferante come le zanzare nei mesi d’arsura. A questa banda di “succhia sangue” non si dovrà più avvicinarsi con riverenza e sottomissione, a meno che non siate amanti del fetish. Ora, si potrebbe quasi pensare di fare la musica che più vi piace e, usando un bellissimo gioco di parole, che più ci piace. A leggerla così, sembrerebbe quasi la promessa di un chiromante malese, che da un semplice sguardo ai palmi di mani e piedi, si trova subito pronto a fare promesse di fortuna, denaro, una buona dose d’amore, due gocce di prudenza e l’intruglio magico è pronto che servito. Sbagliato! Non si tratta di promesse senza riscontri di certezza. Basta il nome: Musicraiser, e se chi legge ha interessi nell’ambito, non c’è bisogno di ulteriori spiegazioni. Non serve nemmeno citare i nomi noti di chi, tra i musicisti, ha utilizzato il nuovo metodo di finanziamento. Si propone il proprio progetto, che verrà sottoposto ad una valutazione. Se sarà ritenuto idoneo e congruente rispetto al macroprogetto di crowfunding, ad agire sarà la band, l’artista o l’associazione che cerca finanziamenti. E la partita ha inizio. Non è questo il luogo dove si intende spiegare le caratteristiche tecniche del servizio (chi ne ha interesse, lo scoprirà direttamente sull’apposito sito). Quello che è interessante è la nuova modalità di produzione e fruizione: mai come ora, l’artista lavora per il pubblico, innanzitutto. E per il suo pubblico, per i fidati ascoltatori, per i fedelissimi. Per chi ci crede, insomma. Ma non è certo musica settoriale per pochi “adepti”; è una prova di coerenza: credo nel tuo progetto e con piacere ti supporto sul nascere. Ed è anche una prova di coerenza inversa: la finisci di lamentarti? Puoi combattere la tua frustrazione uditiva investendo qualche moneta in più in nella musica che ti piace, negli artisti che stimi, piuttosto che in droghe o alcolici dagli effetti aleatori!

Ah, se ogni parola contro un talent show, se ogni parola contro una hit parade, se ogni parola contro Sanremo; se ad ogni contro corrispondesse il pro del suono di una monetina nella cassa, quanti posti in più nell’Eden della buona Musica! Come sempre, basta crederci, e credere in qualcosa che sa manifestarsi materialmente, è una grande soddisfazione, no?
Per ora, dalla parte di chi scrive, Musicraiser è una bellissima sfida. Un piacere: poter contribuire alla riuscita di un progetto, essere tra i propositivi, tra quelli per cui la musica non è una compagna passeggera durante il traffico della città, ma un modo di vivere e comunicare, un’arte che ha bisogno di iniziativa e prese di posizione.
E una certezza: l’alternativa c’è, basta inventarla o se è già stato fatto, basta prendervi parte.

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