Da X-Factor alla perdita del padre, il racconto delle ultime esperienze degli Afterhours

Incontriamo gli Afterhours in occasione della data isernina del loro tour, nell’ambito della prima edizione del Festival Evoluzioni Rock. A fare da portavoce stavolta è Rodrigo, che a pochi minuti dalla loro esibizione scambia quattro chiacchiere sul loro nuovo lavoro, Folfiri o Folfox, l’album pubblicato a giugno che prende il titolo da due trattamenti chemioterapici, cui si era sottoposto il padre di Manuel prima che sopraggiungesse la morte:
“Si tratta di un disco che è partito da un’esigenza molto forte di parlare di alcuni temi che ci hanno scosso negli ultimi anni e prima ancora musicalmente c’era il desiderio di mettersi alla prova, visto che c’è stato un nuovo cambiamento nella formazione della band, per cui prima di tutto ci siamo misurati con la parte strumentale, poi abbiamo accolto la proposta di Manuel di parlare di alcuni temi dolorosi che in primis avevano scosso lui ma che in realtà avevano riguardato tutti noi. Questa cosa ci ha compattato ed è stato un faro che poi ci ha accompagnato in tutto il resto del lavoro sull’album e ha fatto sì che questo lavoro diventasse qualcosa di speciale”. E sembra che gli Afterhours siano riusciti in pieno nella loro impresa, considerando che per ben 11 settimane Folfiri o Folfox si è riconfermato come bestseller di Amazon e per di più al primo post della categoria rock.

folfiri o folfoxUn album quindi intimo, ma anche socialmente impegnato; continua infatti Rodrigo: “Non sentiamo l’urgenza di fare qualcosa se non ha anche un risvolto sociale, sentiamo il ruolo dell’artista fortemente da questo punto di vista, anche per il genere cui apparteniamo. Sebbene il rock abbia perso tanti significati e slanci che lo contraddistingueva in altre epoche, riesce comunque a trasmettere messaggi e da questo punto di vista un compito ce lo sentiamo ancora addosso e così scriviamo di conseguenza, componiamo di conseguenza, come è stato anche in Padania: un risvolto sociale c’è sempre”.

E nonostante l’impegno sociale accomuni Padania a Folfiri o Folfox, quest’ultimo presenta delle differenze sostanziali rispetto al lavoro del 2012: “è un disco un po’ più scritto, più pensato; mentre Padania era nato da delle cellule un po’ più autonome e anche da un lavoro di improvvisazione, qui è tutto molto ragionato. Credo inoltre sia un disco un po’ più caldo dal punto di vista comunicativo, proprio perché c’è il desiderio di sublimare una serie di sensazioni e sentimenti; Padania era più freddo, come anche la sua estetica e grafica: quello di cui si parlava era uno sguardo più distaccato, questo è molto più di pancia.”

Ma a me interessa sapere anche come sia nato il sound che caratterizza Folfiri o folfox, un mix di prog, psychedelic, quasi ad arrivare fino al punk: “il sound è inevitabilmente condizionato dalle persone che suonano, anche dal punto di vista della scrittura:  non è niente di pensato, né dipende da quello che ascoltavamo in quel periodo. Ognuno di noi ha un rapporto con la musica completamente diverso, c’è chi ne ascolta tanta, chi per niente nel periodo di composizione. Credo invece che fondamentalmente sia stata l’alchimia di questi sei elementi: l’arrivo di due nuovi ha generato anche nei quattro “vecchi” qualcosa di diverso, per cui ogni volta che si verifica un simile cambiamento è come avere sei nuovi elementi che cercano di ritrovare un’armonia tra loro. Ciò che contraddistingue maggiormente Folfiri o Folfox è proprio l’influenzarci a vicenda con le caratteristiche e la sensibilità di ognuno.”

folfiri o folfoxNon poteva poi mancare un riferimento alla prossima partecipazione di Manuel ad X Factor, in qualità di giudice e in particolare alla risposta da parte del pubblico, tifoso e non, che aveva fortemente criticato questa scelta: i commenti criticavano la scelta di prendere parte ad un format commerciale come quello di X Factor da parte di uno dei più accaniti sostenitori della musica indipendente:
“A parte le critiche iniziali dei fan, che sono state abbastanza feroci, dalle quali ci siamo tirati fuori proprio per evitare di farci influenzare, la band ha appoggiato la scelta di Manuel di partecipare ad X Factor. Però dopo questa prima ondata di critiche c’è stato un grande affetto e credo che ci sia grande curiosità e fiducia intorno alla sua partecipazione: inevitabilmente se Manuel riesce ad andare lì, portare un messaggio e fare ascoltare quello che lì normalmente non si sarebbe ascoltato, può trasmettere un tipo di rapporto con la musica a questi ragazzi ed innescare qualcosa di nuovo e interessante a livello di panorama musicale, in senso lato.”

Ma è arrivato il momenti di salutarci e Rodrigo lo fa con una bella promessa: “Finito questo tour ne abbiamo in programma un altro incentrato sul nuovo disco, all’inizio del prossimo anno: vogliamo suonarlo per intero, fare una cosa un po’ più concept legata all’album; dopodiché ci piacerebbe fare un po’ di date all’estero, magari in primavera.”

 

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Ludovica Pallotta