Il villaggio oltre il fiume, da uno spettacolo a una compagnia

Dopo aver fatto il giro delle scuole della Capitale, arriva a teatro Il villaggio oltre il fiume. Sarà infatti presentato domenica 2 novembre a Centrale Preneste Teatro dalla compagnia di attori che nasce intorno a questo progetto-spettacolo, cominciato nel 2012. Si parte da un libro e da un film famosissimo per arrivare a una storia semplice e magica al tempo stesso sulla costruzione dell’identità individuale e sul superamento dei propri limiti. Come? Ce lo raccontano la regista Giorgia Contaduca, e la compagnia di attori Oltre il fiume.

Partiamo dallo spettacolo. Il villaggio oltre il fiume si ispira a un testo – Il meraviglioso paese oltre la nebbia – che è diventato un film fondamentale nella storia dell’animazione, La città incantata di Hayao Miyazaki. Cosa deve aspettarsi il pubblico in questo caso? Quanto c’è di Miyazaki nel vostro spettacolo?
(Giorgia Contaduca, regista) Uno spettacolo teatrale e un film d’animazione sono due forme artistiche che si servono di mezzi e strumenti profondamente diversi. L’obiettivo de Il villaggio oltre il fiume è quello di riprodurre alcun ambienti, immagini e sonorità del grande capolavoro di Miyazaki servendosi di tecniche ed espedienti teatrali che possano dare il medesimo effetto spettacolare. Atmosfere e personaggi diventano magici e surreali grazie ai giochi d’attore, alle scene su musica e alla contaminazione di tecniche espressive di varia provenienza come il tai chi, la giocoleria o l’uso di maschere che la compagnia stessa ha ideato e realizzato. La storia di Tiko, protagonista del nostro spettacolo, conserva la tematica centrale de La città incantata ma è meno intricata e permette ai bambini di seguire lo svolgimento della vicenda immedesimandosi nella storia.
In conclusione Il villaggio oltre il fiume è una favola diversa dalle classiche fiabe di tradizione europea: sono stati preservati tutti i temi della cinematografia di Miyazaki, come il rapporto tra uomo e natura e la purezza del bambino come fonte di salvezza dalla corruzione dell’essere umano adulto.

Lo spettacolo è nato nel marzo del 2012 e intorno ad esso si è sviluppata una vera e propria compagnia. Inoltre, da quella prima rappresentazione sono subentrati nuovi attori. Quali sono stati i cambiamenti più importanti?
(Giorgia Contaduca, regista) Lo spettacolo è nato da un’idea mia, di Roberta Scortino (autrice del testo) e Agnese Fallongo ed in quanto tale è stata da subito una nostra produzione. Ci siamo occupate di investire i primi soldi, di ricercare, cucire e costruire la scenografia, gli oggetti, le maschere e i costumi. Le altre tre persone necessarie alla messa in scena erano state chiamate e coinvolte solo in quanto elementi “esterni” alla compagnia.
Tuttavia dopo il primo anno ci siamo rese conto di avere bisogno di un supporto maggiore e di natura multifunzionale da parte di tutti i componenti per portare avanti un progetto che si rivelava sempre più impegnativo e in continua crescita.
I due nuovi elementi hanno contribuito all’armonia del lavoro partecipando attivamente a tutte quelle mansioni che si allontanano dalla prestazione teatrale ma che purtroppo sono indispensabili per fare spettacoli nelle scuole in modo indipendente. Come ad esempio allestire la mattina alle 7:00 e smontare dopo due o tre repliche di seguito. Fortunatamente il loro contributo è stato anche e soprattutto di natura artistica e ha permesso a Il villaggio oltre il fiume di fare un grande salto di qualità.

Vi siete impegnati per portare Il villaggio oltre il fiume nelle scuole. Dunque non la scuola a teatro, come accade di solito, ma il teatro a scuola. Che tipo di risposta avete ricevuto dagli studenti?
(La compagnia) Non mettiamo in dubbio l’importanza formativa di portare degli studenti a teatro, in quanto luogo di cultura, tradizione e incredibile magia, ma pensiamo che ciò sia possibile anche all’interno di un edificio scolastico, con una spesa economica inferiore. L’intento è che il bambino rivaluti la scuola come luogo poliedrico e camaleontico nel quale vivere le esperienze educative più disparate.
La risposta da parte degli studenti delle scuole che hanno ospitato il nostro spettacolo è sempre stata entusiastica ed incredula nel vedere la loro abituale palestra o l’aula magna trasformarsi in un vero e proprio teatro dove storie incredibili e personaggi magici possono prendere vita. Inoltre, sentendosi a casa e quindi a proprio agio, i piccoli spettatori hanno sempre reagito con grande partecipazione, regalandoci soddisfazioni e gioie incredibili.
Infine, in uno spazio informale non si crea distanza fra pubblico e attori e al termine dello spettacolo per la compagnia è più facile ascoltare le opinioni e i commenti dei bambini, che sono una fonte inesauribile di ricchezza umana e artistica!

Come avete appena sottolineato, il teatro per ragazzi è davvero una fonte inesauribile di creatività e in questo spettacolo si parla proprio dell’andare oltre i propri limiti, geografici o simbolici che siano. Cosa vi aspetta “Oltre il fiume”? Quali progetti avete per il futuro?
(La Compagnia) Portando avanti l’idea di un teatro che si avvicina alle scuole, e non per forza il contrario, la compagnia, costituita da attori professionisti, oltre che laureati in Arti e Tecniche dello spettacolo, si propone l’obbiettivo di far nascere all’interno delle strutture scolastiche, dei laboratori di “teatro-gioco” per bambini e ragazzi.
Lavorando sui testi, le musiche e i movimenti scenici de Il villaggio oltre il fiume, abbiamo esaminato attentamente l’incredibile capacità recettiva dei bambini e la loro sorprendente velocità nel rielaborare e metabolizzare i concetti, toccando con mano la grande responsabilità che si ha nei loro confronti quando ci si pone nel ruolo di insegnanti. Abbiamo sperimentato la formula del “gioco”, individuando in questo un buon canale di passaggio per l’acquisizione di aspetti fondamentali come l’interazione tra loro, lo sviluppo dell’immaginazione, la sicurezza di se. Quindi “Oltre il fiume”, per noi della compagnia, c’è sempre e comunque il nostro interesse per la ricerca di nuove formule di comunicazione, al passo con i tempi, c’è il nostro interesse per la crescita e la formazione del nostro giovane pubblico, severo, sincero e inflessibile come solo i bambini sanno esserlo.

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Lavinia Martini