“Il sapore del successo” non conquista le tre stelle Michelin

Arriva nelle sale italiane dal 26 novembre Il sapore del successo, ultima pellicola dello sceneggiatore Steven Knight, già noto agli amanti del genere per Amore, cucina e curry. Un film fatto su misura per i fan dei cooking reality show e delle competizioni culinarie che occupano ormai quasi completamente i nostri palinsesti, un lungometraggio figlio del culto del cibo che si sta diffondendo in modo quasi ossessivo nelle nostre case. Il regista John Wells mette in campo un cast internazionale che vede come protagonista l’americano Bradley Cooper, affiancato dall’angloamericana Sienna Miller, il tedesco Daniel Brühl, il francese Omar Sy e il nostrano Riccardo Scamarcio: nomi importanti ma un risultato che delude le aspettative.

il sapore del successoAdam Jones è uno chef con due stelle Michelin e molti problemi personali, una rock star della cucina che finisce per rimanere scottata dal suo stesso atteggiamento, lasciando che donne, droghe e alcool prendano possesso della sua vita e facciano sfumare la sua carriera. Dopo due anni di disintossicazione e “lavori forzati”, l’eccentrico chef decide di tornare alla carica e di lottare per la tanto agognata terza Stella. Per farlo raduna una brigata improbabile e multietnica, scegliendo i collaboratori migliori ma soprattutto i più appassionati. Tuttavia il suo caratteraccio e la sua presunzione saranno ancora una volta l’ostacolo che gli impedirà di raggiungere la perfezione che tanto desidera, ottenibile solo attraverso il lavoro di squadra, la coesione e la fiducia nell’altro. Quello di Adam è un percorso di crescita e di messa in discussione, presentato però in modo semplicistico e un po’ banale, spesso prevedibile e privo di analisi psicologica: la storia di un cattivo ragazzo che si risolve come la maggior parte degli american dream film.

Il sapore del successo è un film nel complesso piacevole e poco impegnativo, ma che aspirava ad essere molto di più. Sicuramente apprezzabile l’attenzione del regista nella verosimiglianza delle scene in cucina, per le quali ha ricevuto il sostegno e gli insegnamenti di Marcus Wareing, chef stellato nonché presentatore di Master Chef UK. La star della cucina ha assistito alle riprese e dato lezioni agli attori, il regista ha infatti deciso di regalare al pubblico, ormai addestrato per riconoscere e criticare piatti stellati, un servizio reale, fatto di un cast alle prese con i fornelli e chef professionisti nei ruoli di comparse. L’impressione di trovarsi in una vera cucina è quindi data dal fatto che tutto ciò che vediamo nello schermo è genuino, dalle portate impiattate perfettamente fino ai tagli e alle bruciature, piccoli incidenti quotidiani di chi lavora con le mani. Una ricostruzione studiata e attenta che meraviglia il pubblico, a differenza della trama che invece lascia ben poco dietro di sé.

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Chiara Surini

Nasce nel centro di roma quasi 25 anni fa ma sente di non appartenere nemmeno un po' a questa città tanto bella quanto caotica, ama viaggiare e perdersi in vicoli antichi di posti sempre nuovi. Cresce a pane, cinema e libri e inizia a scrivere da bambina per somigliare un po' ai suoi amici di carta e dar vita ai buffi personaggi che da sempre abitano nella sua testa. Ha vissuto per un anno in Inghilterra e ha imparato che bisogna avere un'anima colorata per non lasciarsi tingere da tanto grigio. Si è laureata in Lingue e Culture Straniere e continua a credere che le parole siano le uniche vere armi in grado di cambiare il mondo. Si è sempre sentita vicina a Madame Michel, "fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti".