Il Piccolo Principe atterra al Teatro Vascello

Un’aviatore (Fabrizio Gifuni) è costretto ad un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara. Mentre sta riparando il velivolo, incontra il Piccolo Principe (Sonia Bergamasco) che gli chiede di disegnare per lui una pecora. Il curioso bambino proviene dall’asteroide B 612, dove si trovano tre vulcani e una rosa, dei quali si prende cura giornalmente. Prima di approdare sulla terra, il Piccolo Principe ha visitato altri pianeti e incontrato strani personaggi, che lo porteranno a credere che i grandi sono bizzarri, straordinari, soli e malinconici. Un re, convinto che tutti gli uomini siano sudditi, chiederà al nostro eroe di essere il suo adepto, un vanitoso, che è certo che tutti siano suoi ammiratori ma non è altro che un uomo solo, un ubriacone, che beve per dimenticare che ha vergogna di bere, un uomo d’affari che passa il suo tempo a contare le stelle che dice di possedere. Il Piccolo Principe tenterà di fargli capire sta sprecando il tempo e che «possedere» significa essere utile a ciò che si possiede, come è lui per la sua rosa, che annaffia e protegge. Il Piccolo Principe ancora una volta è deluso da un adulto. Infine incontrerà il lampionaio che spegne e accende i lampioni per “consegna”. Egli fa un mestiere irragionevole e ripetitivo ma è un uomo fedele alla sua consegna, l’unico che il Piccolo Principe non reputerà ridicolo perchè si occupa di altro che non di sè stesso.

Una scenografia essenziale come il messaggio che il Piccolo principe vuole trasmettere al suo adulto interlocutore: i bambini riescono a vedere cose che i grandi, troppo impegnati nelle “faccende serie” spesso sorvolano o considerano di poco conto.
Il curioso esploratore ha un cuore talmente aperto da parlare con gli animali, come il serpente e la volpe (le voci appartengono sempre a Fabrizio Gifuni, che si diletta in veri e propri virtuosismi mimetici). La volpe gli chiederà di essere addomesticata, così da instaurare un rapporto unico e di reciproca fiducia con il suo giovane padrone. Sarà proprio questa a dichiarare che “l’essenziale è invisibile agli occhi”, in quanto la rosa diventa importante in relazione al tempo che il Piccolo Principe le dedica, addomesticandola.

Questa lettura di Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, uniti sia a teatro che nella vita privata, pone un pubblico di tutte le età in ascolto del suo mistero, consapevoli che solo l’infanzia è in grado di rivelare che “non si vede bene che col cuore”. State in ascolto!

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Valentina Peron

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