Il lato oscuro delle fiabe dei fratelli Grimm

Non sempre la vita corrisponde ad una favola. Non sempre le fiabe descrivono mondi fatati tempestati di magia. A volte le fiabe sono destinate ai bambini, altre volte no. I fratelli Grimm, grazie alla loro sconfinata fantasia, hanno concepito le fiabe più famose di tutti i tempi. Wilhelm e Jacob hanno creato personaggi  come Raperonzolo, Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, Hansel e Gretel, Pollicino.

I fratelli Grimm

I fratelli Grimm erano due filologi e linguisti tedeschi vissuti tra la fine del XVIII secolo e la seconda metà del XIX secolo. Loro ebbero il merito di raccogliere e riadattare le fiabe tradizionali più affascinanti dell’area germanica. Tra il 1812 e il 1815 pubblicarono alcuni volumi con le loro fiabe. In questo modo contribuirono, in pieno clima romantico, a valorizzare il patrimonio culturale tedesco. Risulta sempre abbastanza complicato datare le fiabe poiché esse derivano dalla tradizione orale. Non a caso i latini dicevano “verba volant, scripta manent”. Tutto ciò che viene espresso a voce se lo porta via il vento, mentre ciò che viene scritto resta scolpito nella pietra. Inoltre è difficile attribuire la paternità di tali racconti orali legati al folclore tedesco.

Le fiabe antiche non erano così pure e caste come potrebbe sembrare. Probabilmente alle origini non erano state pensate neppure per i bambini, ma per gli adulti. Si trattava di vere e proprie “fiabe dark”, dal contenuto altamente simbolico. Per alcuni studiosi queste fiabe riprenderebbero i miti leggendari risalenti alla tradizione ermetica. Si può individuare il lato oscuro delle fiabe dei fratelli Grimm nei riferimenti sessuali espliciti, nei risvolti horror di certe scene.

Wilhelm e Jacob erano contrari al riadattamento delle fiabe a favore dei più piccoli. Loro ritenevano che i bambini avrebbero dovuto leggere e comprendere tali racconti una volta diventati adulti. Le fiabe dei fratelli Grimm sono state interpretate in chiave freudiana, per via degli abusi, degli abbandoni, delle allusioni esplicite al sesso. Le “versioni integrali” delle fiabe in questione erano violente e sanguinarie, perciò furono smussate e addolcite. La censura degli uomini benpensanti del tempo ha mutato il loro aspetto e le ha adattate ai bambini. Forse abbiamo perso qualcosa per via di questi “tagli alla cultura”. In fin dei conti il bene e il male si compenetrano. Sono due facce della stessa medaglia. Non c’è luce senza oscurità. Non c’è gioia senza dolore. Non c’è amore senza odio. Non c’è speranza senza disperazione. Non c’è consapevolezza senza smarrimento.

 

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Twitter: @Vale_Perucca

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Valentina Perucca

Valentina Perucca nasce a Roma nel 1982. Dopo aver conseguito la maturità classica si laurea in Lettere e Filosofia, all'Università La Sapienza di Roma. Appassionata di arte, letteratura, musica, viaggi. Specializzata in linguistica e glottodidattica, insegna italiano a tutti coloro che vogliono impararlo. Ama Catullo, Ovidio, Euripide, Sofocle, suoi migliori amici fin dalla più tenera età. Odia gli arrivisti, gli arrampicatori sociali e i cercatori d'oro.