Il lato oscuro della techno: Karenn si esibisce al Goa

Karenn. Il mostro bicefalo. Due Facce. Da un lato Blawan (Jamie Roberts), che, con la sua techno oscura, è uno dei produttori made in England più interessanti di questi ultimi anni, dall’altro Pariah (Arthur Cayzer) e la sua dubstep ibrida, contaminata, potente come mura di suono. Karenn li riunisce sotto un unico nome, con annessa benedizione della Regina. Sono due i dischi usciti per Works the Long Nights, una la serata a noi dedicata. Il dj resident del Goa Club, Giancarlino, nel warm-up spazia tra sperimentalismi e pura techno, aprendo la strada al lato più oscuro, senza compromessi, a tratti crudo della techno detroittiana per definizione. Salgono alla consolle, appositamente preparata per loro al lato della pista, i due dj inglesi, il pubblico carico, pronto a godersi una serata dai beat devastanti. Mixer a 24 canali, Korg Zero Mix, Roland TR 909, effettiera, drum machine analogica e sintetizzatore modulare: una strumentazione impressionante che la coppia maneggia con destrezza. Il risultato è devastante: ondate di techno prog avvolgono la pista, tolgono il fiato; martellanti, militaresche, arrivano in profondità, lì dove dimorano le ombre più oscure e gli adrenalinici bpm tra i 125 e i 135.

Questa serata spazza via ogni dubbio: Karenn è la scelta giusta. È stata la scelta giusta per il penultimo giovedì di Goa Ultrabeat , un giovedì da amare: i due artisti si sono esibiti in un live coinvolgente, esaltante, irresistibilmente ossessivo. Passate al lato oscuro. Sbaglio o avevano anche i biscottini?

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Martina Raimo

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