Il Cyrano di Alessandro Preziosi al Quirino di Roma

Cyrano, cadetto di Guascogna, è un personaggio dalle molte qualità: tanto abile e irriverente con la sua spada, quanto appassionato di poesia e dei giochi di parole, con i quali ama mettere in difficoltà i suoi nemici: “il dispiacere è il mio più grande piacere. Io amo essere odiato”. Mantello rosso e pennacchio bianco, questo eroe polemista e coraggioso, ha una deformità che lo rende inadeguato agli occhi del mondo: un naso enorme “che lo precede di un quarto d’ora”. Per questo suo complesso, Cyrano non ha il coraggio di confessare alla cugina Rossana il suo amore traboccante. Si accontenterà pertanto di fare da suggeritore all’amante di lei, Cristiano, bello ma del tutto incapace a parlar d’amore: in questo modo potrà comunque arrivare al cuore della sua amata, seppur restando nell’ombra, mentre un altro accoglie il “bacio della gloria”. Solo dopo 14 anni e la morte di Cristiano in battaglia, Cyrano si dichiarerà a Rossana, ma sarà ormai troppo tardi perché anche per lui la fine è vicina.

Un Preziosi perfettamente a suo agio nei panni del poeta spadaccino sebbene in quest’opera, ridotta e riadattata, abbia scelto di non usare il naso posticcio, tratto distintivo del classico Cyrano di Edmond Rostand. In questo modo non si vuole proporre il personaggio nel modo canonico, né spostare l’attenzione del pubblico, che deve piuttosto concentrarsi sul fulcro della storia: Cyrano è un uomo che si dispera per la propria deformità e di una donna che scopre troppo tardi quanta bellezza ci sia in quella creatura. La perfezione a ogni costo fa perdere di vista altre cose. Preziosi, 39 anni, dallo scorso anno direttore artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo è diventato popolarissimo con la fiction Elisa di Rivombrosa e in tutti i suoi lavori ha sempre recitato la parte del “bello”. Con quest’opera tira fuori il meglio di sé, andando ben oltre l’aspetto fisico: capace di piangere e ridere con la stessa convinzione, Preziosi riesce a svecchiare e dare ritmo a due ore e mezza di spettacolo, senza mai annoiare. Si avverte proprio che è nato a teatro e che è questa la sua vera passione.

Appositamente scelto dall’attore e regista il cast composto da attori giovani e meno giovani diplomati alla Link Academy, come il danese Benjamin Stender nei panni di Cristiano. Il regista con il suo personaggio “a metà tra il gatto con gli stivali e il mangiafuoco”, si rivolge ai giovani, infondendo in loro quel coraggio e la fierezza per affrontare gli ostacoli della vita. Perché, come ci insegna Cyrano nel V atto: “Non si combatte solo x vincere no, è assai più bello quando la vittoria non è certa”.

 

 

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Valentina Peron

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