Il 2014 inizia con Un boss in salotto

“Abbiamo scelto la data del 1 gennaio, data forte ma meno congestionata del Natale per una commedia che si scostasse dal gruppo delle commedie natalizie”, spiega alla conferenza stampa di presentazione del film Riccardo Tozzi, della casa di produzione Cattleya. Il film racconta la storia di due fratelli, Cristina e Ciro, agli antipodi per atteggiamento e stili di vita i quali, a distanza di anni, sono costretti loro malgrado a convivere. Cristina (Paola Cortellesi) é un’energica disperate housewife meridionale trapiantata al nord, dove si é costruita una vita e una famiglia perfetta, composta dal marito Michele Coso (Luca Argentero) e i figli Vittorio (Saul Nanni) e Fortuna (Lavinia Dé Cocci). Ciro (Rocco Papaleo) é un boss camorrista che, in attesa del processo, chiede di poter scontare gli arresti domiciliari a casa della sorella. A ruotare attorno alle vicende dei Coso, il datore di lavoro di Michele, (Alessandro Besentini) e la moglie Doriana (Angela Finocchiaro), una ricca signora in stile Il diavolo veste Prada all’italiana. {ads1}

Un boss in salotto è una commedia popolare dal ritmo veloce, che regala divertimento ma senza volgarità. Soluzioni comiche molto commerciali emergeranno tra i momenti di riflessione e temi profondi, come la difficile scalata sociale, una società corrotta e amorale. La moralità invece sembra essere, almeno in apparenza, il fondamento della famiglia Coso.
Il regista Luca Miniero, napoletano con alle spalle già due capolavori come Benvenuti al sud (2010) e Benvenuti al nord (2012), è convinto che il 90% del film sia stato fatto dal cast, sicuramente originale e assortito, sia nei ruoli principali che secondari. A proposito del conflitto tra nord e sud, sempre sullo sfondo, Miniero ha voluto mettere in evidenza, non tanto le differenze quanto le somiglianze e le peculiarità degli abitanti del nord e del sud.

É piuttosto un film sulle origini: c’è Cristina che rinnega di chiamarsi Carmela, rifiuta la sue radici meridionali così come disprezza la pastiera napoletana, preparata con tanta passione dal fratello. Dice invece di amare il freddo, l’umidità e i canederli. Si sforza anche, riuscendoci, di parlare in veneto, dando dimostrazione di quanto sia un’artista a 360 gradi. La Cortellesi, nel ruolo di moglie di Argentero, é una donna che, apparentemente amorevole verso il marito e i figli, in realtà é fragile, scorretta, fastidiosa e detestabile. “Non è stato facile interpretare una donna irritante, ho dovuto sforzarmi di amarla per entrare nella parte”, sostiene l’attrice. Argentero per una volta non vestirá i panni del sex symbol ma quelli di padre premuroso di due bambini e marito devoto, nonché succube, di una donna che porta letteralmente i pantaloni in famiglia. Ambizioso ma non dotato di particolari doti che gli consentano di spiccare sugli altri, veste in camicia e golfino ma a casa nasconde una stanza dove può tornare ogni volta bambino. È il classico uomo medio, non a caso fa “Coso” di cognome. Non c’è passione nel rapporto di Cristina e Michele, sono entrambi impegnati a motivare i figli e se stessi, risultando agli occhi degli altri una famiglia perfetta. Altro cineasta del sud, come il regista, è Papaleo (Ciro), protagonista indiscusso della pellicola: “Il mio compito é fare l’intrattenitore e, nonostante qualche scena banale, mi piace affidarmi al regista che mi dirige”. Per lui é importante tenere fede alle proprie radici e per il linguaggio di Ciro mescola varie “meridionalità”.

Per citare lo stesso Miniero:”Si tratta di un film che in qualche modo racconta che la salvezza è il privato, la famiglia… Forse un pò conservatore ma che fa capire che non serve affidarsi a boss camorrista o ad amicizie altolocate per emergere nella società.”

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Valentina Peron

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