I Caraibi conquistano Roma con Soy de Cuba

Presentato nel 2011 al Fringe Festival di Edimburgo, lo show sta ora investendo Francia, Spagna, Italia e qui, fino al 13 Aprile, sarà possibile immergersi, anche se solo con l’immaginazione, negli splendidi scenari regalati dall’isola del “Che”. La storia è quella di una semplice ragazza di campagna che decide di abbandonare il suo destino scritto dalla tradizione della famiglia per cercarne un altro, scritto invece da lei stessa, che vede come protagonista l’incoronamento del suo sogno di diventare ballerina. Ayala, la giovane, parte alla volta dell’Havana, diretta precisamente nel celebre locale Soy de Cuba, da sempre ritrovo dei più grandi artisti dell’isola. Questa trama di fondo in realtà funge solo da anticipo a quello che aspetta realmente al pubblico; se all’inizio sembra la storia della ragazza ad avere in mano le redini dello show, addentrandosi poco a poco nella vita dell’Havana è la musica che inizia a prendere il sopravvento.

La maggior parte delle persone avrà assistito, o preso parte attivamente, a lezioni o serate di salsa, rumba, raggaeton, cha cha cha; trovarsi davanti però un gruppo di quindici splendidi ballerini che interpretano magistralmente tutte queste danze, dalle quali risulta quasi impossibile intuire una coreografia, date le rapide e quasi contorsionistiche, movenze dei corpi, produce un certo effetto. Colori sgargianti dei vestiti, sorrisi contagiosi di ogni singolo artista presente sul palco che, tra ballerini, musicisti e cantanti sono davvero tanti, un grande schermo che proietta immagini della capitale cubana, dove compaiono anche i protagonisti stessi, sono tutti elementi che, mischiati tra loro, portano a dimenticare dove ci si trova, ovvero al teatro, perché il tuffo immaginario nell’isola è quasi automatico. La protagonista è quindi la musica, arte che permette di esprimersi sia attraverso la danza, che attraverso il canto, ma per far sì che questo accada è necessario produrla. Soy de Cuba di certo non manca di presenze illustri ed esperte al riguardo: la principale è quella di Rembert Euges, compositore, arrangiatore e direttore di orchestra cubano, conosciuto in tutto il mondo e direttore musicale dello show in questione. Oltre a lui, tre cantanti e altri quattro musicisti occupano l’enorme sala dell’Auditorium attraverso la loro musica, come se si trattasse di un’enorme orchestra.

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Ilaria Francesca Petta

Più di là che di qua, nel senso metaforico...ma anche letterale. Classe 1986, nasco sotto il segno dei gemelli, di cui sono una chiara rappresentazione. Senza terra sotto ai piedi, con uno spiccato senso internazionalistico, credo che l'Italia sia un Bel Paese in declino, legato ancora a un glorioso passato. Laureata in lingue e traduzione, mi sono immersa in questa odissea, chiamata giornalismo, a 26 anni..forse tardi, ma assicuro che sto recuperando in pieno. Masterizzata in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali girovago come tirocinante, al momento nella Commissione europea a Roma.

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