Hollywood Icons, le stelle del cinema a Palazzo delle Esposizioni

Conturbanti primi piani di Greta Garbo, eteree immagini di Marlene Dietrich o affascinanti ritratti di miti come Marlon Brando e Paul Newman. Quella a Palazzo delle Esposizioni non è solo l’ennesima mostra sui divi dell’epoca d’oro del cinema americano, Hollywood Icons è anche, e soprattutto, un omaggio a quei fotografi che hanno contribuito a creare le più grandi stelle della storia del cinema e a diffondere nel mondo il mito di Hollywood.

Hollywood IconsL’esposizione, visitabile fino al prossimo 17 settembre, presenta oltre 160 fotografie provenienti dall’immenso archivio fotografico della Fondazione John Kobal, giornalista, scrittore, storico e grande appassionato della settima arte, che proprio negli anni in cui gli studios hollywoodiani giungevano al tramonto e interi archivi fotografici venivano letteralmente gettati al macero, iniziò a collezionare cimeli e materiale fotografico del glorioso passato di Hollywood. Kobal decise di mettersi alla ricerca di quei fotografi di scena ancora in vita che avevano documentato la produzione cinematografica, scoprendo le incredibili differenze di stile che ognuno di loro aveva sviluppato per mettere in evidenza i tratti delle star della pellicola, trasformando talvolta una giovane donna di bella presenza in una vera e propria divinità o un bel giovane in un eroe per milioni di persone, dando vita a quei ritratti iconici entrati a far parte dell’immaginario collettivo.

Hollywood IconsIl percorso è organizzato per decadi: dagli anni Venti, anni in cui iniziò l’attività di studi cinematografici come MGM, Paramount, Columbia o Universal, in cui si svolgeva ogni fase della produzione di un film, fino agli anni Sessanta, momento in cui Hollywood cominciò il suo lento declino lasciandosi alle spalle quel grandioso periodo d’oro della storia del cinema. Le immagini esposte mostrano come il sistema hollywoodiano riuscisse brillantemente a “fabbricare” l’immagine delle star e a consacrarle a livello planetario: alla MGM e al fotografo Clarence Sinclair Bull si deve, per esempio, l’ascesa di Greta Garbo da star del cinema a vera e propria leggenda, così come senza Adolph Zukor e il potere della Paramount Pictures Marlene Dietrich probabilmente non sarebbe riuscita a destare quella stessa fascinazione sul pubblico e a rappresentare quell’immagine sublime ed eterea che è rimasta nella storia. Tutto ciò grazie a maestri dell’obiettivo che forgiarono l’immagine di stelle del cinema rendendole immortali, loro stesse al servizio di quella grande macchina dei sogni che era (e forse continua a essere) Hollywood.

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@vale_gallinari

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Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.