Gli ultimi saranno ultimi, se i primi sono irraggiungibili

Massimiliano Bruno, da sempre regista e sceneggiatore di commedie, cambia rotta per solcare i mari della drammaticità della vita quotidiana con il film Gli ultimi saranno ultimi. Il nuovo lungometraggio di Bruno nasce da un’idea da lui partorita circa nove anni fa per uno spettacolo teatrale, che oggi ha scelto di riadattare per il grande schermo.

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Luciana, interpretata da Paola Cortellesi, è una donna semplice che lavora in fabbrica e che ambisce al minimo desiderio garantito, in altre parole, una vita dignitosa insieme al marito, interpretato da Alessandro Gassman, un ingenuo cialtrone, che per racimolare qualche soldo si lancia in affari poco probabili. Luciana perde il lavoro e molte delle persone su cui faceva affidamento finiscono per tradirla. Ad affiancare questa storia, un’altra con lo stesso retrogusto amaro. Antonio, interpretato da Fabrizio Bentivoglio, è un poliziotto veneto che viene trasferito perché coinvolto in un drammatico incidente sul lavoro, anche lui, come la protagonista, viene messo a dura prova dalla vita, soltanto alla fine i due tristi destini avranno l’occasione di incontrarsi.

Gli ultimi saranno ultimi è un film ricco di spunti su cui riflettere, che però rimangono tali. Se da una parte, la serie di avvenimenti drammatici e verosimili che si susseguono nell’arco temporale di nove mesi, riescono a suscitare nello spettatore forti emozioni, dall’altra, il nascente stato emotivo che viene generato, si spegne bruscamente nell’istante successivo. Custodite in un calderone sterile, sprovviste della possibilità di essere analizzate e metabolizzate, le emozioni, sono rese tangibili soltanto grazie all’interpretazione degli attori.

 

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Il forte desiderio con cui il regista ha voluto raccontare una vicenda così toccante, è il reale valore intrinseco del film, percepibile in ogni sequenza. Le tematiche sociali che vengono affrontate nella pellicola, come la perdita del lavoro e il vacillare dei sogni di una famiglia a causa del disagio economico, proiettano un spaccato dell’Italia di oggi. Gli ultimi saranno ultimi sembra prendere ispirazione dalla frase di una canzone di Frankie Hi Nrg Mc che recitava così: “la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili”, con l’unica differenza, che nel film di Bruno, gli ultimi, non sono destinati ad esserlo per sempre.

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Arianna Arete Martorelli

Nasce a Roma lo stesso giorno di Francesco Facchinetti, che coincide casualmente con la data di morte di Leonardo da Vinci. Dopo il primo vero colloquio della sua vita, nell’ottobre 2013 diventa redattrice della sezione cultura e spettacolo per Lineadiretta24.it tra un articolo e un altro, nel tempo libero, si interessa di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica… concretamente gira, vede gente, si muove, conosce, fa cose. Dopo la laurea vorrebbe partire alla volta di New York per intervistare David Letterman. Spera di non dover mai scendere a compromessi meschini, odia bere l’acqua dalle tazze e i “no” a prescindere, crede fermamente che comunque, in fin dei conti, il destino ha sempre più fantasia di noi.