Giovani ribelli – Kill Your Darlings, opera prima di John Krokidas

Protagonista di Kill Your Darlings è una generation che “voleva cambiare il mondo e lo ha cambiato” anticipando il passaggio generazione beat – movimento soffermandosi semplicemente su generazione beat. Per caso viene in mente On the Road (2012)? Tutt’altra storia. Allen Ginsberg, madre con disturbi mentali e padre poeta, inizia la sua vita alla Columbia University dove incontra Lucien Carr, bello e ricco. I due studenti “costruiscono” un’ambigua amicizia il cui spirito ribelle li conduce nel cuore della notte a casa di David Kammerer. Quest’ultimo, “bidello” e amante di Lucien, ha il vizio – se così può esser definito – di ospitare nel suo appartamento bohémien di Manhattan scrittori emergenti. Inizia così un vortice di parole, rime, versi che accompagnano la vita di un gruppo di giovani scrittori rendendola “rivoltante”, unica. Loro, o meglio coloro che sperano di cambiare la storia della letteratura senza rendersi conto del momento in cui lo stanno facendo. {ads1} Tanto ambiguo quanto suggestivo – “appartamenti fumosi” e “aule universitarie” – fino a quando la gelosia di David lascia spazio a un’atmosfera inquietante, sinistra. Ed è proprio da questo momento che inizia il film, il regista dà sfogo a creatività e talento, ricordando il rischio che si corre nel presentare un’opera prima. Confusione, insicurezze e trappole date da tanta bellezza e giovinezza con le conseguenti eroticità e mancata esperienza. Spesso il corpo tradisce la razionalità divenendo l’oggetto di tentazione, a volte tentazione e cedimento. Complimenti a Krokidas, è difficile trasformare il maghetto di Hogwarts immerso nel suo triangolo di amicizia e umiltà in un Allen catapultato in un triangolo omosessuale che spazia tra promesse e tradimenti.

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Silvia Vetere

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