Giornata no? Ridiamoci su, con Maurizo Battista

“Oggi non è giornata” a Roma è un classico, si sente dire da chiunque perché c’è la manifestazione, lo sciopero dei mezzi, piove… Uno ti chiede: “Oh, come va?” – “Non me ne parlà, oggi non è giornata proprio!”- anche se poi magari non è successo niente di diverso. Ai tempi dei nostri nonni o dei nostri padri non c’era nemmeno il tempo per lamentarsi, perché c’erano altre esigenze, altre priorità, altri valori. Ecco che Maurizio Battista, direttamente dal palco di Colorado, approda in una location d’altri tempi: un vecchio cinema, di quelli con le sedie in legno, dove si esibirà anche Monsieur David, mimo dallo straordinario talento. E ci arriva in bicicletta, a dimostrazione del periodo di crisi che stiamo vivendo: “l’Italia è passata da vecchio stivale a brutta ciabatta, alle prese con una generazione di pennette usb, iPod e social network”.

Originale il modo di raccontare questo divario generazionale: ogni lettera dell’alfabeto sarà l’iniziale di un argomento diverso, dal quale scaturiranno parallelismi di buffa ma spietatamente reale natura. Qualche esempio?
A come alimentazione: i “vecchi” mangiavano molto di più di noi, i piatti erano pieni (5-6 etti di pasta). Ora tuo nonno si stupisce se “te piji ‘e mezze porzioni”. Di questi tempi una pagnotta di pane con le noci costa quattro euro. “Prima con quattro euro te portavi a casa pure el fornaro”. Noi invece siamo evoluti e spendiamo 12 o 15 euro per un piatto di “cacio e pepe”, “che tu nonno magnava perchè era povero”. “Eh ma se la mangi ci torni”, dice il ristoratore – “sì, pè famme ridà li sordi” – incalza Battista.
B come benessere: a tuo nonno bastava “na chitaretta sulla spiaggia”, si portava la “ghiacciara” e il suo benessere si racchiudeva in due semplici verbi “magnà e dormì”. Noi abbiamo bisogno della SPA, che acquistiamo su Groupon per risparmiare e poi per fare la cromoterapia “te devi portà e lampadine da casa”.

Questi e molti altri i temi trattati dal one man show capitolino, che punta alle battute e alla simpatia con uno spettacolo de sostanza. E grazie all’interazione con il pubblico in sala, specialmente quello “malcapitato” delle prime file, il comico romano riuscirà a dar vita ogni sera ad uno show differente, senza bisogno di un copione fisso. Lo stesso pubblico a cui spetterà “l’ardua sentenza” di svelare la lettera X dell’alfabeto, chiedendo a Battista di esibirsi in uno tra gli sketch più divertenti del suo repertorio.

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Valentina Peron

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