Gigolò per caso il nuovo film di John Turturro

L’idea è nata casualmente durante un’improvvisazione fatta per puro divertimento, durante un pranzo tra il regista e un amico. Il protagonista è interpretato dallo stesso Turturro, un fioraio che si cimenta nell’avventurosa e vivace vita di un Gigolò per caso affiancato dall’acuto manager Woody Allen. Affascinato dal concetto di prostituzione, il regista trasferisce molti aspetti di se stesso nella commedia, un romanzo romantico ed esplicativo di “momenti di autentica analisi dell’animo umano”. Fioravante non è un bell’uomo ma la sua abilità di conquistare le donne proviene dalla sua capacità – innata? – di comprenderle. {ads1} A caratterizzare il film c’è uno straordinario cast, ricco e variegato, composto soprattutto dal genere femminile. “Volevo donne molto diverse tra loro: basse, alte, nere, bianche, ispaniche…”, afferma il “gigolò”. La sua prima cliente è la dottoressa Parker, una ricca e insoddisfatta newyorkese interpretata da Sharon Stone che la descrive come “un fiore che non è mai sbocciato”. Sofia Vergara veste i panni di una donna determinata, provocante e sensuale, almeno apparentemente. Ma come riesca un uomo come Fioravante a conquistare la Parker e Selima lo sa solo quel genio opportunista di Murray. Sottilmente audace e intellettualmente ironico, Woody Allen non si smentisce e riesce a rubare qualche risata anche quando parla di religione ebraica e dittatura fascista. Una delle rare occasioni in cui Woody recita nel film di un altro regista, Gigolò per caso riesce a comunicare allo spettatore il desiderio di entrare in contatto col prossimo.

Oltre alle due amiche interpretate dalla Stone e dalla Vergara e altre donne più o meno, soprattutto meno, della stessa sensualitè, c’è Avigal. Lei è una vedova chassidica di Williamsburg che ha sempre vissuto in una comunità religiosa con rigide regole riguardo al comportamento femminile. È giovane ma sembra avere più o meno sessant’anni, è poco attraente e apparentemente di un’altra epoca. “La sensazione fisica che provavo nell’indossare quegli abiti mi ha aiutato a trovare la mia identità come personaggio” afferma Vanessa Paradis che conquista il cuore di Fioravante soprannominato Virgil dal suo manager Woody-Murray-Bongo. Tra citazioni in italiano e tocchi da maestro nella fotografia, va riconosciuta la cura nei costumi, “azzeccatissimi”, che donano quel tocco di classe in più. “Siamo vivi e per un tempo brevissimo” dice Vanessa Paradis raccontando la sua esperienza – e a nome ei suoi colleghi – in Gigolò per caso, una storia emotivamente divertente.

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Silvia Vetere

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