Gabriele Muccino: “Vi racconto quello che so sull’amore”

È la storia di George Dryer (Gerard Butler), affascinante ex calciatore di successo che si sposa in giovane età con Stacie (Jessica Biel) e hanno un figlio, Lewis. Ancora immaturo, pur innamorato, George decide di seguire la sua passione per lo sport, abbandonando moglie e figlio per trasferirsi in Canada. Gli anni di gloria durano poco e si consumano come l’erba erosa dai tacchetti delle scarpe da calcio: il protagonista si ritrova ben presto al verde e sommerso dai debiti. Decide così di riprendere in mano la sua vita e tornare alla città natale di Lewis; ma ad attenderlo troverà un’ex moglie che sta per risposarsi e un figlio molto diffidente nei suoi confronti. Per riconquistarlo, allenerà la sua squadra di calcio, in un sobborgo della provincia americana popolato da un gruppetto di mamme frustrate, infelici e sole che impazziscono per il nuovo coach.

Il film parla di quanto sia fugace l’amore se non viene accuratamente coltivato e annaffiato. È la storia di una crescita e di un viaggio di un padre verso la maturità. A chi considera il film una sorta di autobiografia, il regista risponde: “Per intraprendere un simile viaggio devi conoscere la vita, devi aver sofferto e perso qualcosa, tutti elementi che in qualche modo mi sono familiari. Io mi considero uno che vuole diventare grande e ci provo.”

Deluso dalle critica americana che demolisce letteralmente il film, dopo un incasso di appena 13 milioni di dollari, Muccino afferma che “non si tratta di una commedia romantica made in Usa: io preferisco definirla una commedia drammatica di relazioni umane, con momenti di verità anche toccanti. Il mio è un tipo di cinema riflessivo e onesto”. Non si tratta di un prodotto che rientra nel sistema Hollywood in senso stretto, ma piuttosto un prodotto indipendente ottenuto con fondi europei e produttori italiani. Tuttavia, il regista sembra essersi attenuto agli standard americani con questo film: trama poco impegnativa, attori d’eccezione e un finale romantico, anche se un po’ scontato. Onore al merito a Gerard Butler, tanto affascinante in tuta da calcio, quanto in smoking nei panni di telecronista sportivo. Forse gli americani avevano troppe aspettative, dopo il successo mondiale di La ricerca della felicità. Certo, questo film probabilmente non riscuoterà gli stessi incassi ma certamente terrà incollate allo schermo migliaia di donne che, come le “mamme del calcio”, non sapranno resistere di fronte al fascinoso Butler.

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Valentina Peron

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