Francesco Piccolo vince il Premio Strega

Si sono svolte come sempre la votazione e lo spoglio delle schede. Rispetto alla classifica inaspettata della cinquina, i risultati proclamati poco dopo la mezzanotte da Walter Siti – vincitore della scorsa edizione e presidente del seggio – sono tornati più vicini alle previsioni e alle voci che circolavano. Vincitore del Premio Strega 2014 è Il desiderio di essere come tutti (Einaudi) di Francesco Piccolo, che ha ottenuto 140 voti. Il suo libro, si è detto durante la serata, parla e cerca di reagire a quello strano, ma innato piacere della sinistra a perdere. «È vero, ho raccontato una sconfitta per vincere», scherza alla fine Piccolo, che quest’anno può festeggiare anche la vittoria del Nastro d’argento per la sceneggiatura del film Il capitale umano di Virzì. Segue di pochissimo, con 135 voti, Il padre infedele (Bompiani) di Antonio Scurati: eterno secondo, si potrebbe dire, dopo che già nel 2009 per un solo voto non aveva potuto festeggiare la vittoria bevendo lo Strega. D’altronde Scurati, come un po’ tutti gli altri candidati, crede che il risultato del premio non cambi la vita: «quello che è fondamentale per lui è scrivere libri che rivelino la propria verità di uomo», come questo suo ultimo lavoro che vuole raccontare il nuovo sentimento di paternità di una generazione.

Ecco i risultati degli altri finalisti: La vita in tempo di pace (Ponte alle Grazie) di Francesco Pecoraro, con la vita di un ingegnere nella storia italiana, ha ottenuto 60 voti; 48 voti alla vera storia, tragicamente attuale, di Samia tra le Olimpiadi e i barconi dei migranti, in Non dirmi che hai paura (Feltrinelli) di Giuseppe Catozzella, che è comunque ben contento della vittoria al Premio Strega Giovani decretato dalla giuria di studenti di scuola secondaria superiore; ultimo titolo della cinquina, Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori) di Antonella Cilento, 30 voti, con una storia barocca tra apparenze e fantasie. I voti espressi sono stati 415 voti sui 460 totali, formati da quelli degli storici giurati (gli “Amici della Domenica”), dei 60 lettori forti selezionati dalle librerie italiane e da 15 voti collettivi di istituti italiani all’estero, scuole e università.

 

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La serata, trasmessa anche in diretta su Rai 3, ha seguito il solito rituale: l’attesa ansiosa dello spoglio, la consegna al vincitore dell’assegno e della tradizionale bottiglia del liquore che dà il nome al premio, diversi minuti di strette di mano e fotografie. L’atmosfera da evento mondano più che culturale non è stata toccata dalla “richiesta di trasparenza” mossa alla Federconsumatori alla Fondazione Bellonci, promotrice del Premio; né dalle critiche di “autocitazione” ad Antonio Scurati per una scena del nuovo libro che sembra un po’ troppo simile a quella di un precedente romanzo candidato cinque anni fa allo Strega; né dalle voci sulla vittoria di Francesco Piccolo che avevano cominciato a girare il giorno stesso della proclamazione del vincitore dell’edizione 2013; nemmeno, infine, dai numeri delle vendite (dati Nielsen), secondo i quali parrebbe che la fascetta “Finalista al Premio Strega” ora non serva neppure a far salire vertiginosamente le copie vendute. Non sarebbe Premio Strega senza l’allergia da Premio Strega e i suoi sintomi “tanto i grandi gruppi editoriali muovono i pacchetti dei voti”, “sono solo telefonate, i libri non li legge nessuno”, “al Ninfeo l’ultima cosa di cui si parla sono i romanzi”. Ma del premio letterario che, a torto o ragione, si vuole ritenere il più importante d’Italia, si continua a parlare; e, tra le cose che non cambiano mai, quest’anno abbiamo visto la prima graphic novel candidata nella dozzina (Unastoria di Gipi), la prima edizione del Premio Strega Giovani e lo speciale Premio Strega Europeo (vinto da Marcos Giralt Torrente con Il tempo della vita, Elliot) in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

Twitter: @CardinaliRob

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Roberta Cardinali

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