FotoLeggendo 2018, Festa della Fotografia

Non chiamatelo Festival poiché più che un evento istituzionalizzato, FotoLeggendo è una vera e propria Festa della Fotografia, una celebrazione della magica e persuasiva arte fotografica, per sua natura aperta a nuovi linguaggi visivi e in grado di stimolare incontri, discussioni e riflessioni sulla realtà. Per la sua XIV Edizione FotoLeggendo, manifestazione promossa e organizzata da Officine Fotografiche sotto la direzione artistica di Emilio D’Itri, anche quest’anno animerà la città di Roma con mostre, proiezioni, incontri con gli autori, letture portfolio, premi, seminari e molto altro ancora.

FotoLeggendo 2018

© Mayumi Suzuky, “The Restoration Will”

A partire dalle giornate inaugurali dell’8-9 e 10 giugno che quest’anno si svolgeranno nuovamente nelle mura di Officine Fotografiche di via Libetta, FotoLeggendo aprirà al pubblico numerose esposizioni fotografiche completamente gratuite, dislocate, oltre che nella sede principale, in spazi e gallerie collocati in vari punti della città come il Sovrapasso pedonale della stazione metro Garbatella, il Circolo degli Illuminati, l’Associazione Culturale Controchiave o la ROAM Gallery, ma anche negli spazi dell’ISFCI a San Lorenzo che ospiteranno la mostra Lost Family Portraits di Dario Mitidieri, un progetto che si propone di raccontare le storie di famiglie che hanno perso membri nella guerra siriana e che hanno cercato rifugio nei campi profughi nella confinante Valle della Bekaa in Libano. Dal 16 giugno il collettivo WSP Photography di via Cloro sarà invece sede di Globesity, progetto fotogiornalistico di Silvia Landi sulla preoccupante emergenza obesità che si sta diffondendo nel mondo, le cui radici sono profondamente legate alla povertà, alla globalizzazione e alla distribuzione di cibo di scarsa qualità che ha radicalmente cambiato le abitudini alimentari di moltissimi paesi. Tra i nuovi spazi che daranno alloggio alla Festa figurano anche il coworking Cowall e l’AAMOD, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico in cui dal 21 giugno sarà possibile visitare la mostra Haraket di Valerio Muscella, reportage sul lavoro minorile in Turchia, svolto dai bambini rifugiati siriani che non hanno accesso alle scuole, mentre Bubble Loft sarà il domicilio delle visioni surreali della giovane artista polacca Weronika Gęsicka e dell’esposizione The Restoration Will di Mayumi Suzuki, un suggestivo tentativo della fotografa giapponese di preservare la storia della famiglia e i suoi ricordi personali dopo l’enorme perdita seguita al devastante tsunami del 2011, un lavoro sulla morte che si trasforma in uno straordinario inno alla vita. La sede centrale di Officine Fotografiche accoglierà invece fino al 28 giugno gran parte degli eventi, oltre che le esposizioni personali di Igor Posner dedicata al ritorno nella sua San Pietroburgo dopo quattordici anni di assenza, del francese Cédric Calandraud dedicata ai ricordi della sua infanzia, di Carlo Lombardi sulla sopravvivenza delle tartarughe Caretta e quelle di molti altri, insieme a collettive, workshop e incontri con gli autori, in un susseguirsi di eventi che si concluderanno con l’inaugurazione della personale della fotografa di origini ungheresi Sylvia Plachy nelle sale del Museo di Roma in Trastevere, che trasporterà lo spettatore in un viaggio intimistico attraverso sessant’anni del suo lavoro.

Nelle intense settimane di attività non mancheranno anche premi e riconoscimenti come il Premio FotoLeggendo che designerà il Portfolio più apprezzato di questa XIV Edizione, il Premio Boutographies che prevede invece uno scambio di mostre con la rinomata manifestazione francese di Montpellier e il Premio Gianni Tabò, dedicato alla memoria del fotografo e organizzatore di FotoLeggendo prematuramente scomparso, che premierà il miglior Portfolio di fotografi under 44. Un programma ricchissimo dunque che mostra – come afferma lo stesso D’Itri – la volontà di FotoLeggendo di “interagire con pubblici nuovi e aprirsi a luoghi dove le persone lavorano e gravitano per portare la fotografia oltre la cerchia degli addetti ai lavori”, rivelando altresì la vivacità di una Roma solo apparentemente addormentata, una città che si affranca dal suo atavico torpore anche grazie a realtà come Officine Fotografiche che dà sempre sostiene e promuove giovani fotografi e nuovi linguaggi fotografici, stimolando in varie forme una profonda e sfaccettata indagine della realtà.

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@vale@gallinari

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Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.