Floracult tra arte e natura

Il tema è sempre lo stesso: la cultura verde sotto forma di linguaggio universale. Giunta alla quinta edizione, Floracult continua ad attirare a Roma e dintorni e quest’anno capita proprio durante il ponte del 25 aprile, un’occasione per contemplare l’arte, toccare la creatività, vivere la natura. Oltre a esperti a disposizione del pubblico in consulenze di giardinaggio, ci sono laboratori ed eventi permanenti.  Tra questi c’è “l’hotel per gli insetti” di Paolo Parlamento Tosco, un laboratorio di ingegno e di esperienza e Unione di Floriterapia. I Fiori di Bach che consiste nell’utilizzo di trentotto essenze naturali note per “riequilibrare i disagi esistenziali ed emotivi”. Tra gli eventi ci sono Legni alla deriva di Giancarlo Scialanga che dialoga con la materia trasformandola in uno strumento tra il proprio pensiero e il legno e Alieni nel giardino del mondo che permette di osservare gli insetti da vicino “ammirandoli” in ogni minimo particolare. {ads1}

Torna la Scuola per Reinventori curata da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’Navasques: una serie di incontri rivolti al pubblico tenuti da alchimisti, artigiani, artisti, maestri e profumieri.  Il primo appuntamento è con Meo Fusciuni che, raccontando il mondo degli aromi e del profumo, prende per mano il visitatore accompagnandolo in un viaggio olfattivo nel limbo della memoria. La performer Sacha Turchi presenta Padma, un’installazione le cui “forme in persistente evoluzione si distinguono e si confrontano continuamente” e fatta di una sovrapposizioni di materiali a partire dal ferro e dalla canapa. Natura onirica è il progetto di Pablo Mesa Capella, artista determinato e sensibile dedito all’arte della quotidianità rappresentata da oggetti appartenenti alla natura e fotografie d’epoca ritagliate e allestite in scenari surreali e conservati in campane di vetro. Nella Scuola per Reinventori c’è anche un minusiere, fabbricante di mobili in legno intagliato e scolpito, Alessandro Visi, che con armonia e purezza rende il legno espressione di perfezione.

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Silvia Vetere

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