Cannes 2016, tutti in lizza per la Palma d’Oro

Grande attesa per l’edizione numero 69 del Festival di Cannes (11-22 maggio) e completata la lista della giuria capitanata dal regista George Miller a cui toccherà l’arduo compito di decretare la Palma d’oro. Affiancheranno il settantunenne regista di Mad Max Fury Road i registi Arnaud Desplechin e Laslzo Nemes, le attrici Valeria Golino, Kirsten Dunst e Vanessa Paradis, gli attori Mads Mikelsen e Donald Sutherland e la produttrice Katayoon Shahabi. Venti i titoli in concorso e nessun italiano a contendersi la Palma dopo l’esclusione dell’ultima pellicola di Marco Bellocchio Fai Bei Sogni relegato alla Quinzaine. E’ lo stesso direttore del festival  Thierry Fremaux a sdrammatizzare la doccia fredda dovuta all’assenza di titoli italiani in competizione, “niente di personale contro il cinema italiano che abbiamo sempre sostenuto a tal punto che l’anno scorso c’erano ben tre film in concorso, son state fatte delle scelte e nelle sezioni parallele l’Italia è ben rappresentata con titoli molto interessanti”. Affiancheranno Bellocchio alla Quinzaine La pazza gioia, ultima fatica di Paolo Virzì e Fiore di Claudio Giovannesi mentre Pericle il nero di Stefano Mordini rappresenterà il BelPaese nella sezione Un Certain Regard con Alessandro Comodin e il suo I tempi felici verranno presto unico portabandiera nella Semaine de la Critique.

Nomi altisonanti in gara con molti vecchi habituè e qualche nome emergente, un mix sbilanciato sull’usato sicuro per la kermesse più importante del mondo con autori all’ennesima partecipazione a scapito di qualche scelta più coraggiosa. Quattro i francesi in gara a partire da Personal Shopper di Olivier Assayas in cui la protagonista Kristen Stewart è alle prese col misterioso modo della moda parigina tra modelle famose e presenze sovrannaturali, per proseguire con Bruno Dumont e il suo Ma Loute film ambientato nel 1910 in una baia del nord della Francia sconvolta da  misteriose sparizioni e un improbabile ispettore – Fabrice Luchini – a condurre le indagini e coinvolto a sua volta in un’ improbabile storia d’amore, per chiudere con le due wild card Alain Guiraudiè e Nicole Garcia autori veterani e affermati in patria. Il primo presenterà la sua ultima fatica Rester Vertical, storia drammatica di un padre regista alle prese con le responsabilità di una paternità dopo essere stato abbandonato della donna conosciuta durante un viaggio alla ricerca di lupi, mentre la Garcia dirige From the Land of the Moon in cui la protagonista Marion Cotillard –  presente anche nel film in concorso di Xavier Dolan –  è costretta a scegliere nello scenario post-traumatico della seconda guerra mondiale tra il suo promesso sposo e un veterano di guerra. Attesissimi i ritorni in concorso di Pedro Almodovar con Julieta storia di una donna sull’orlo di una crisi di nervi dopo una vita di vicissitudini che ne hanno minato le fondamenta, storia drammatica al femminile nel suo stile più puro e Ken Loach che con  I, Daniel Blake torna ai temi a lui più cari raccontando le vicende  di un falegname negli anni cinquanta che dopo una vita intera di lavoro si trova in difficoltà per motivi di salute ed è costretto a chiedere aiuto ad uno Stato asfissiante e burocraticamente insostenibile. Tre le pellicole a stelle e strisce a lottare per la Palma capitanate da Sean Penn alla sua quinta regia con The Last Face dove un medico missionario spagnolo (Javier Bardem) è incontra in Liberia la portavoce di un’organizzazione internazionale che fornisce assistenza medica ai paesi del terzo mondo (Charlize Theron) tra guerra civile e un’appassionata storia d’amore. Paterson di Jim Jarmusch è il secondo titolo U.S.A. In concorso, storia in sottrazione che affonda le radici nel New Jersey pedinando la vita di un conducente di bus e il suo vivere quotidiano scandito dalla solita routine a differenza di sua moglie la cui esistenza è un fiume in piena di continui cambiamenti, ma la chimica di coppia funziona nel suo insieme tra sconfitte, trionfi e una patina di leggera poesia. Chiude la trilogia Lovers l’ultimo lavoro di Jeff Nichols incentrato sulla storia vera di una coppia interraziale (Joel Edgerton e Ruth Negga) che nella Virginia del 1958 decide di sposarsi pagando la propria scelta con l’arresto e la detenzione di un anno, salvo poi trascorrere i nove anni successivi, arrivando fino alla Corte Suprema, a lottare per la causa dei diritti civili contro lo stato razzista.

Doppio colpo per la Romania che piazza ben due film in concorso, la Palma d’oro 2007 Cristian Mungiu che rientra in gara con Bacalaureat film sul rapporto controverso tra le aspettative dei genitori e la percezione che ne hanno i figli e Cristin Puiu che presenta Sieranevada storia di un neurologo che durante la commemorazione della morte del padre è alle prese con un ospite inatteso e il relativo carico di disordine e caos traumatico post undici settembre. Completano lo scacchiere europeo in gara l’inglese Andrea Arnold alla prima trasferta U.S.A. con  American Honey storia vagabonda di un teenager (Shia LaBeouf) in fuga attraverso il Midwest al seguito di una compagnia dissoluta dedita alla vendite di riviste e abbonamenti porta a porta, tra festini droga e rock and roll, mentre tutt’altro registro scandisce il tedesco Toni Erdmann di Maren Ade dove un padre riappare all’improvviso sotto mentite spoglie nella vita di sua figlia per ridarle speranza e gioia di vivere instaurando, dopo la burrasca iniziale, un rapporto autentico e speciale. Immancabili i fratelli Dardenne – Palme d’oro nel 1999 e 2005 – in competizione con La Fille Innocue storia di Jenny, una giovane dottoressa, che si rifiuta di aprire la porta ad una ragazza dalla misteriosa identità che le chiede aiuto che verrà ritrovata morta poco dopo, tra sensi di colpa e ricerca della verità. Ritorno alla Croisette anche per Paul Verhoven che traspone del romanzo “Oh” di Philippe Djian in cui la spietata Michèle – Isabelle Huppert – è a capo di una casa di videogiochi di successo, ma la sua vita precipita dopo un attacco subito in casa sua da uno sconosciuto col quale si instaura un gioco e intrigante e curioso ai limiti del fuori controllo. The Neon Demon è l’ultima pellicola dell’implacabile Nicolas Winding Refn, altro habituè di Cannes, thriller attesissimo con Keanu Reeves a Christina Hendricks con ambientazione losangelina nel mondo feroce dell’alta moda femminile pieno di sogni e aspirazioni e il crudele indotto allucinante tra passerelle e riti vodoo.

Solo quattro le pellicole al di fuori del Vecchio Continente, un po’ pochine a dire il vero, partendo dal Just la fin du Monde del talentuoso franco-canadese Xavier Dolan con la Cotillard e Vincent Cassel, pellicola incentrata su Louis scrittore che decide di rientrare dalla sua famiglia quando scopre una malattia terminale, mentre di tutt’altro respiro l’ultimo lavoro del regista filippino Brillante Mendoza che con il suo Ma Rosa si inabissa nel mondo illegale degli stupefacenti gestiti da due coniugi che usano il loro negozio come copertura salvo poi essere scoperti e arrestati. Chiudiamo con il brasiliano Aquarius di Kleber Filho Mendonça con l’immarcescibile Sonia Braga critica e scrittrice rimasta vedova in pensione decisa a resistere contro una società che vuole comprare la sua casa con le relative tensioni e i ricordi di una vita tra passato e ansie future, e The Handmaiden  del coreano Park Chan Wook che adatta per il grande schermo il romanzo Ladra di Sarah Waters spostando il raggio di azione da Londra alla Corea sotto il dominio nipponico dove una giovane donna viene convinta da un truffatore a frodare una ricca ereditiera collezionista di libri e mentalmente instabile, ma il piano fallirà irrimediabilmente tra amori morbosi e desideri di vendetta. Difficile fare pronostici vista la tanta carne al fuoco, non ci resta che immergerci nei meandri della rassegna più importante del pianeta e goderci le svariate proiezioni ad alto contenuto cinefilo che di sicuro accontenteranno anche i palati più fini.

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Fabio Bandiera