David Bowie is

Protagonista sul piano artistico e internazionale, ieri come oggi, è già un mito. È lui, David Bowie, o meglio Ziggy Stardust, “manifestazione umana di un essere alieno”. Era il 1972 quando l’audacia e l’androginia di Ziggy hanno iniziato a influenzare cultura e storia, fenomeno tutt’ora in corso. Il vestito variopinto di Starman, gli abiti di Aladdin Sane e The Thin White Duke, i costumi indossati per le cover degli album The Man Who Sold the World e Hunky Dory, ogni dettaglio è indispensabile per la continua metamorfosi concettuale e stilistica di una leggenda che continua a stupire.

“David Bowie è… Una delle mie più grandi ispirazioni. La sua individualità, originalità e autenticità hanno definito parte della nostra cultura. Grazie al suo genio creativo la sua influenza sulla musica, la moda, l’arte e la cultura popolare nel corso del tempo è stata incommensurabile e continuerà ad esserlo per decenni a venire”, afferma Frida Giannini, Direttore Creativo di Gucci, sponsor insieme al Gruppo Sennheiser. Più di trecento oggetti mai visti prima provenienti dall’Archivio David Bowie raccontano cinquant’anni di carriera musicale accompagnata da continui incontri con forme d’arte sia alternative sia convenzionali che hanno fatto di David Bowie “uno degli artisti d’avanguardia più influenti dei nostri tempi”. Costumi, fotografie, illustrazioni, strumenti musicali, video, ma anche oggetti personali come pagine di diari, sketch, storyboard e testi autografati di canzoni rendono David Bowie is la retrospettiva che esprime veramente chi è David Bowie, colui che ha ispirato gli altri a “sfidare le convenzioni e perseguire la libertà di espressione”.

Dopo un lungo viaggio nel fashion system tra il costume di Ziggy Stardust disegnato da Freddie Burretti, le creazioni di Kansai Yamamoto per la tournée Aladdin Sane e il cappotto creato da Alexander McQueen e David Bowie con l’Union Jack per la cover di Earthling, si passa alle fotografie di Brian Duffy, Terry O’Neill e Masayoshi Sukita, le illustrazioni di Guy Peellaert e Edward Bell e le scene di film e spettacoli come The Man Who Fell to Earth e Saturday Night Live. La parte finale del percorso retrospettivo celebra David Bowie “come artista d’avanguardia sia sul palco sia nel cinema” attraverso uno spazio audio-visivo con protagonisti i video musicali più ambiziosi e delle immagini scattate da noti fotografi di moda tra cui Helmut Newton, Herb Ritts e John Rowlands.

– 3, ci siamo quasi.

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Silvia Vetere

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