Coppia aperta, quasi Spalancata (Reloaded)

La riproposizione della commedia scritta dal duo Rame-Fo è ormai un classico, quasi prevedibile nelle stagioni teatrali di tutta Italia, ma la frizzante rielaborazione della regista Giusy Frallonardo è un’audace sorpresa. Coppia aperta quasi spalancata è la storia grottesca di un amore che sta andando irrimediabilmente alla deriva, e che prova a salvarsi nutrendo una vita di coppia ormai insipida e appiattita con stimoli decisamente poco credibili. Al grido di “Basta tentativi di suicidio in questa casa!” Davide (Davide Mancini) persuade con astuta dedizione la propria compagna Antonella (Antonella Carone) a provare la fatidica strategia della coppia aperta: “Proprio nel momento in cui gli altri falliscono e ci sbattono la testa noi dobbiamo reinventarla… per noi!” Ma che fine farà l’ardore con cui il donnaiolo porta avanti il suo disegno, quando un nuovo amante bellissimo, altissimo, e persino intelligentissimo, inizierà sul serio a corteggiare la sua donna, con tutta l’intenzione di portargliela via?

 La promettente compagnia rispolvera una commedia simbolo del matrimonio borghese degli anni 70-80, rintronato dalla rivoluzione sessuale da poco conclusa, e la fa perfettamente combaciare con i giorni d’ oggi, sfidando il pubblico a riconoscere l’attualità di un’ipocrisia maschilista ancora diffusa “la coppia aperta deve essere aperta da una parte sola (quella del maschio): se è aperta da entrambe le parti… poi ci sono le correnti d’aria ” (Davide). Se Franca Rame nel 1983 era la moglie annoiata di un facoltoso ingegnere in una scenografia-salotto fatta di divani imbottiti, tappeti borghesi e lucide piante da appartamento, la bellissima ventenne Antonella arreda il suo palco con i mobili Ikea, ha un marito donnaiolo, la cui vita è legata a doppio filo con la Play station e con le discoteche, e parla di twitter, tisanoreica e ClioMakeUp.

Un irresistibile bisticcio lungo un atto unico di 80 minuti, con tanto di pistole puntate e immancabili stoviglie lanciate da una parte all’altra del palco. Un dialogo continuo con gli spettatori riserva al pubblico il ruolo d’onore di “migliore amico” e primo confidente delle riflessioni più intime, drammatiche e, soprattutto, impacciate dei due. Alla platea non è concesso neanche un momento di noia, anche grazie all’impeccabile interpretazione della giovane Antonella Carone, classe 1988, che non lascia alcun dubbio sulla credibilità di un ruolo, quello della donna trascurata e che si trascura, che forse meglio si addice ad un’attrice più matura. L’ultima messinscena dello spettacolo è prevista per il 31 dicembre prossimo, quando a fine spettacolo si aspetterà l’arrivo del nuovo anno in compagnia di tutto il cast.

 

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Eva Elisabetta Zuccari

Per lavoro e per passione racconto storie. Dalle esistenze straordinarie di persone comuni ai "pancini sospetti" del Gossip. Giornalista in divenire, classe 1989, curiosa. Spio tutto e tutti: voi non sapete chi sono io, ma io potrei già sapere chi siete voi.

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