Cinque buoni motivi per andare a vedere il film di Checco Zalone

Il 1 Gennaio è uscito al cinema Quo Vado?, il quarto film di Checco Zalone. Non avrebbe bisogno di nessuna pubblicità, questo film proiettato in ogni dove, che ha registrato incassi da record, superando le magie di Harry Potter e le spade laser di Star Wars. Tutti ne parlano, nel bene o nel male, come accade ogni volta che un fenomeno si dimostra tanto massiccio. Allora perché andare a vederlo, se si è uno dei pochi italiani che ancora non l’ha fatto?

1) Perché tutti ne parlano. Se siete tra quelli che non vogliono sentirsi tagliati fuori, è proprio il caso di dirlo: Checco Zalone è sulla bocca di tutti. Nel bene o nel male. Ma anche se non lo siete, forse non è cosa da poco conto, osservare da vicino un fenomeno che desta tanta attenzione, anche solo per capire, appunto, perché? Meglio farsi una propria opinione sul campo e poi scriverla, magari riassumendo i cinque motivi per cui rifare o sconsigliare quella scelta.

2) Perché è un film che parla dell’Italia. Quella bella e quella brutta. Sia quella dei truffaldini, degli incivili, dei cafoni, sia quella da cartolina, con paesaggi, mari e case splendide, da sud fino agli avamposti più inaspettati della Norvegia, dove si nascondono i grandi cervelli dell’Italia degli studiosi e dei ricercatori. Piccoli spazi del nostro paese che potremmo anche non conoscere e che ci sorprendono per la loro varietà e particolarità.

3) Per essere veramente anticonformisti. “No, io i comici italiani non li guardo“. A chi vi risponderà così, con la giusta dose di presunzione e snobismo, rispondete che i The Pills non sono meno conformisti solo perché indossano i Rayban. E infatti andare a vedere Checco Zalone, per un certo pubblico, è la scelta meno ovvia e più coraggiosa. Contiene il desiderio di sfidare la comicità italiana in chi ha sempre pensato che il massimo del comico fosse Woody Allen o Fabio Fazio. Un investimento da parte di chi, per una volta, decide di puntare tutto su un barese con la faccia da demente.

4) Perché è un film vero. Chiunque abbia anche solo un cugino di terzo grado nell’amministrazione pubblica, sa di cosa stiamo parlando. La scena in cui il piccolo Checco attraversa il corridoio di un ufficio guardando gli impiegati giocare a carte e farsi le unghie sulle note di Albano e Romina, grida verità da ogni fotogramma. Manca solo la citazione delle fotocopie fatte a scrocco nelle fotocopiatrici del comune, e il quadro sarebbe stato davvero completo.

5) Perché fa ridere. Ma veniamo all’ultimo e più importante motivo. Si sceglie di andare al cinema per diversi ragione, tutte valide. Per svago, informazione, cultura, curiosità, intrattenimento. Ma il valore sacrale della risata, rimane uno dei fondamenti della sopravvivenza. Perciò seppure non è bello ridere delle proprie disgrazie, dello stato paradossale al quale è arrivato il nostro paese, è altrettanto naturale, giusto e liberatorio farlo. Soprattutto quando la risata è così spontanea, veloce, quasi ingenua, come in questo caso.

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Lavinia Martini