Christian De Sica ci porta nella sua “Cinecittà”

Alla conferenza stampa dello spettacolo De Sica parla di quell’ambiente con una passione tale da farti appassionare a quell’ universo ricco di magia. Sentirlo parlare di questo spettacolo, assaporare il rapporto trasversale che ha avuto con la Città del Cinema, grazie soprattutto all’aiuto del padre Vittorio che se lo portava sempre in giro con lui, è un inno ai ricordi di infanzia. Chi nella vita non ha avuto una propria “Cinecittà”? Chi non si ricorda con emozione i ricordi che lo legano al mestiere del padre o della madre? Racconti di vita vissuta, aneddoti, monologhi poetici sulle figure nascoste che rimangono sempre dietro le quinte, divertenti gag sui provini, ma anche canzoni evergreen interpretate dallo stesso Christian, che viene accompagnato sul palco da un corpo di ballo composto da 8 ballerini, un’orchestra di 20 elementi e dagli attori Daniela Terreri, Daniele Antonini e Alessio Schiavo. “È uno spettacolo di grande successo popolare che potrebbe andare avanti per altri due o tre anni, ci è stato richiesto anche all’estero” racconta “La Rai è interessata alle riprese, spero possa diventare anche uno spettacolo televisivo. Potrebbe diventare un varietà con degli ospiti, mi piacerebbe farne uno show con questa compagnia”. Poi dice ancora di Cinecittà: “Ho avuto la fortuna di conoscerla da bambino, ci sono tornato per i film americani, per i cinepanettoni e con il mio amico Dante Ferretti per vedere le scenografie di “Gangs of New York”. Un ricordo magico che alla tenera età di 63 anni rimane intatto e indelebile.

 

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Arianna Arete Martorelli

Nasce a Roma lo stesso giorno di Francesco Facchinetti, che coincide casualmente con la data di morte di Leonardo da Vinci. Dopo il primo vero colloquio della sua vita, nell’ottobre 2013 diventa redattrice della sezione cultura e spettacolo per Lineadiretta24.it tra un articolo e un altro, nel tempo libero, si interessa di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica… concretamente gira, vede gente, si muove, conosce, fa cose. Dopo la laurea vorrebbe partire alla volta di New York per intervistare David Letterman. Spera di non dover mai scendere a compromessi meschini, odia bere l’acqua dalle tazze e i “no” a prescindere, crede fermamente che comunque, in fin dei conti, il destino ha sempre più fantasia di noi.

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