Lo spettacolo Buongiorno e Buonanotte! arriva al Centrale Preneste Teatro

Sul palco c’è un grande libro illustrato, come quello che ogni mamma legge al proprio figlio prima di andare a dormire. In scena, però, non c’è la classica favola della buonanotte, bensì tutto ciò che un bimbo, finita la favola, sogna di fare anziché andare a dormire: le famose adorabili scuse per non addormentarsi e continuare la giornata, quelle che ogni genitore conosce. Lo spettacolo Buongiorno e buonanotte!, in scena domenica 10 Aprile alle ore 16.30 al Centrale Preneste Teatro, è il sogno ad occhi aperti di tutti quei bambini che la sera non riescono ad addormentarsi.

BuongiornoeBuonanotte_GialloMareMinimalTeatro_1HIl testo, rivolto ai più piccoli – consigliato ai bimbi dai tre agli otto anni – rientra nella Rassegna Infanzie in gioco 2015/16, e a parlarne a Lineadiretta24 è la stessa Vania Pucci della compagnia Giallo Mare Minimal Teatro, arrivata nella Capitale da Empoli. Dopo la formazione in pedagogia e l’esperienza dell’insegnamento nelle scuole materne, è oggi interprete della messinscena e regista assieme a Lucio Diana. “Mentre per un bambino è molto semplice capire cosa succede durante il giorno, con il suo ritmo scandito da situazioni, incontri e giochi, tutto cambia quando arriva la notte e si chiudono gli occhi. Tutto sembra scomparire, in particolare il volto rassicurante della mamma ed il contatto con l’adulto” spiega “Lo spettacolo mette in scena proprio il rapporto tra un’attrice/adulta ed una bambola/bambina.”

Cosa racconta lo spettacolo Buongiorno e Buonanotte!?
Il focus è spiegare la difficoltà ad andare a dormire che hanno alcuni bambini: richiedono un’attenzione continua da parte dell’adulto e ritardano il momento del sonno quasi avessero “paura” a chiudere gli occhi. Da qui nascono le richieste di giochi, la fame, la sete, il desiderio di ascoltare una nuova storia.

Cosa vuole comunicare ai bimbi?
Semplicemente che il gioco può sconfiggere la paura di chiudere gli occhi. La loro non è solo paura di dormire, a spaventarli c’è un timore più forte, e cioè il fatto che chiudendo gli occhi si chiudono i rapporti con tutto ciò che li circonda e li rassicura: la mamma, la propria stanza, i giocattoli.

Lo spettacolo è dedicato in primis ai più piccoli, ma cosa può insegnare ai genitori seduti in teatro accanto ai loro figli?
È un invito ad accompagnare i propri figli nel percorso di crescita. Può sembrare scontato ripeterlo, ma bisogna sempre tenere a mente l’esigenza che i bambini hanno di avere accanto gli adulti: sono loro che insegnano confini e prospettive rendendo i piccoli meno insicuri.

Molto affascinante è il modo in cui la dimensione del sogno entra in relazione con la messiscena.
E’ nel sogno che gli elementi reali acquisiscono dimensioni fantastiche, tra poesia e gioco. Così, nello spettacolo, la luna entra nella stanza e gioca a nascondino, la nuvola fa piovere in casa, gli uccellini entrano per mangiare i biscotti e i gufi si esibiscono improvvisando un concerto. Nel racconto per azioni e per immagini, l’attrice, tenendo accanto la bambola, interagisce con loro in gioco.

Attraverso quali stratagemmi si riesce a catturare l’attenzione dei piccoli in sala?Non credo siano necessari espedienti tecnici, il coinvolgimento si ottiene parlando direttamente ai bambini di argomenti che possono trovare interessanti. Lo spettacolo Buongiorno e buonanotte! comunque ha un forte impatto visivo con immagini realizzate sia con la lavagna luminosa sia con la computer grafica. Come un grande libro illustrato, le immagini contengono il corpo dell’attrice ed interagiscono con lei fra continue sorprese, in un ritmo sempre più serrato fino al sopraggiungere del sonno.

Come arricchiscono il vostro lavoro le reazioni dei bambini in platea?
Ascoltare la risposta del pubblico in sala è un’abitudine che ci incoraggia ad arricchire lo spettacolo di sfumature, suggerisce le parole e le pause a cui dar peso, la necessità di rallentare o aumentare il ritmo nei vari momenti. Questo è importante soprattutto nel primo periodo della messinscena, quando lo spettacolo è “giovane”. A dargli una forma definitiva ci aiutano le risate, la partecipazione e qualche volta i commenti in diretta… Con i bambini capita!

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Twitter: @EvaElisabetta

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Eva Elisabetta Zuccari

Per lavoro e per passione racconto storie. Dalle esistenze straordinarie di persone comuni ai "pancini sospetti" del Gossip. Giornalista in divenire, classe 1989, curiosa. Spio tutto e tutti: voi non sapete chi sono io, ma io potrei già sapere chi siete voi.