Bombe su Roma: Petar Dundov colpisce il Goa

L’apertura è affidata a Giancarlino, il quale, in onore dell’ospite della serata, assembla un set non usuale per i suoi canoni, selezionando tracce con sonorità decisamente techno rispetto al suo solito. Fino alle due e mezza quindi il resident del Goa si prende il merito di riempire la pista, poi l’attenzione si sposta verso Dundov che, allestitosi la sua personalissima postazione sul lato destro del locale (postazione composta da un pc con Ableton Live, una tastiera MIDI per il controllo degli strumenti, un mixer digitale e un altro controller per il pc) apre il suo show con prepotenza e decisione. Le influenze tedesche stile Berghain, noto locale di Berlino le cui sonorità fanno scuola, i bassi potenti, risuonano nel club come un richiamo per il pubblico che in pochi istanti riempie lo spazio adiacente alla consolle, sostenendo il ritmo martellante del dj di Zagabria. L’esibizione è molto particolare vista anche l’inusuale strumentazione che l’artista usa per i suoi live, e la performance di Dundov sale senza sosta. Traccia dopo traccia i suoni dei sintetizzatori si infittiscono, diventano sempre più netti e aperti, riempiendo così il suono di una misticità quasi ipnotica, con un saltuario richiamo anche alla techno italiana per i suoi bassi terzinati e, a volte, sinuosi e poco lineari. La risposta del pubblico è ottima, sono tantissimi ad apprezzare Dundov non tanto per la sua notorietà, ma bensì per la particolarità del prodotto che l’artista offre.

Un live ricercato e riuscito proposto da Goa Ultrabeat, l’organizzazione che rende i giovedì del Goa l’appuntamento fisso per l’apertura del week end. Impossibile da perdere.

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Martina Raimo

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