Alice nella città apre con Il mondo fino in fondo

Sullo sfondo della storia due paesi: la provincia industriale di Agro, un piccolo paesino del nord Italia, e il Cile con la Patagonia e i suoi splendidi ghiacciai. “Volevo raccontare la storia di due fratelli legati da un grande sentimento, ma allo stesso tempo divisi”, ha dichiarato il regista durante la presentazione del film, che mette in scena il giovane diciottenne gay Davide (Filippo Scicchitano) insieme a Loris (Filippo Scicchitano), grande tifoso dell’Inter, inconsapevole che suo fratello sia omosessuale. La diversità, l’omosessualità, vissuta come qualcosa di cui vergognarsi, in primis da parte della famiglia che non accetta il diverso, è al centro del film, oltre che purtroppo al centro delle cronache dei nostri giorni. Solo grazie al viaggio i due fratelli riusciranno ad accettarsi reciprocamente e a conoscersi veramente, in una parola a comunicare. Lontani dal provincialismo e dal conformismo di Agro. {ads1}

Il regista si cimenta in vari generi dal film on the road, alla commedia, al dramma fino al film denuncia. Tra lotte di ambientalisti che difendono il territorio contro le multinazionali che impiantano miniere di estrazione di metalli, nocivi e inquinanti per la popolazione, la conferenza sul clima di Copenaghen e lotte del movimento studentesco condotte dalla giovane studentessa cilena Camila Vallejo contro la presidenza di Sebastiàn Piňera, l’opera prima di Alessandro Lunardelli ha il merito di non appartenere a nessun genere e di lasciare molto in sospeso. Insomma un film diverso nel panorama del cinema italiano, che tratta un po’ troppi temi differenti, ma che ci impressiona con le immagini della natura e del ghiacciaio di San Rafael che si scioglie.

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Giulia Lucchini

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