Affabulazione in scena al Teatro PlaYgramul di Roma

di Terzo Teatro, parte dal testo di Pasolini per narrare l’esperienza della Compagnia Ygramul sull’isola di Bali nel 2007 che ha visto gli attori coinvolti in un progetto teatrale di lotta e prevenzione alla pedofilia e al turismo sessuale.
I personaggi pasoliniani prendono vita all’interno di un ring, che ricorda quello balinese del combattimento dei galli. Il Padre, colpito da una passione pedofila, combatte in una sorta di delirio febbricitante con la sua stessa Ombra, incarnazione della morale e del tabu sociale, scontrandosi con il Figlio in una lotta di parole e di gesti che ricordano le danze balinesi. In questo scontro rende sua complice la Madre, incapace di denunciare e fermare la violenza maschile. Gli attori costruiscono i gesti dello spettacolo con le conoscenze apprese nella permanenza a Bali (danze, maschere, vocalità, ritmo, ecc.). Anche nella ritualità dell’opera e nelle musiche dal vivo echeggiano le cerimonie sacre di festa, di cremazione e di battesimo del lontano mondo indonesiano.
Dopo un doloroso e sofferto scontro, emotivo e fisico, il Padre ucciderà il Figlio e denuncerà: “Ci sono delle epoche nel mondo in cui i padri degenerano e se uccidono i loro figli compiono dei regicidi.”

 

NOTE DI REGIA
Nello spazio Sacro ma claustrofobico della Casa, si consumano le complesse dinamiche di Ruoli della famiglia occidentale. Ciascuno svolge la sua danza rituale di parole, gesti, rivolte e ritorni. In questa angosciosa cerimonia, anchilosata da dinamiche prestabilite dalla cultura occidentale-cattolica, si inserisce la violenta rivolta di un Padre (esplosa come una malattia improvvisa e combattuta da un’Ombra Morale e Teatrale che aggressivamente tende a preservare il cerchio familiare). La Pedofilia, in questa lettura balinese diviene una ‘tautologia’ della nostra cultura; unica via di sfogo dalla struttura familiare imposta, obbligata per i più deboli e schivata con sforzi, nevrosi e frustrazioni dai più forti. Si entra, come nella cultura indonesiana, in un vortice del destino, senza possibilità di rivolta, ove il Figlio deve uccidere il Padre (mito di Edipo) oppure il Padre abusare del Figlio (Mito di Urano e Saturno). Unica possibilità di modificare questo karma è la reale rottura del limite/casa, la capacità di sfuggire, al momento giusto, dal concetto stesso di Famiglia, culla della vita ma anche sua morsa mortifera. Vania Castelfranchi

 

Regia: Vania Castelfranchi
Interpreti: Vania Castelfranchi, Valentina Conti, Alessandro Feroleto, Cinzia Antifona, Federico Moschetti
Musiche dal vivo: Federico Moschetti
Scenografie: Isabella Faggiano, Fiammetta Mandich
Costumi: Isabella Faggiano, Valentina Gualandri
Studio drammaturgico: Vania Castelfranchi, Gloria Imparato
Quando: Venerdì 9 e Sabato 10 Novembre 2012 alle ore 20.30
Dove: Via N.M. Nicolai, 14 – Roma
Costo: Tessera associativa annuale 1€; quota associativa per l’evento 8 €
Info: 3271974360 ufficio@ygramul.net

Teatro PlaYgramul
Via N. M. Nicolai, 14 Roma
www.ygramul.net
Tel. 3271974360 ufficio@ygramul.net

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Redazione Parolibero

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