A Star Is Born: la stella Lady Gaga al cinema con Bradley Cooper

Lui rock star, esausto e ubriaco dopo l’ennesimo concerto, si ferma in un bar per un altro bicchiere. Lei di giorno cameriera, è la regina del venerdì sera in un locale di drag queen. L’interpretazione di una classica La vie en rose è fatale.
Sono trascorsi 5 minuti e A Star Is Born potrebbe essere tutto qui.

Una ragazza anonima piena di talento e di sogni si innamora di un cantante di successo, ormai alla deriva dell’autodistruzione. Ma un’intensa Lady Gaga, struccata e spogliata degli abiti di indiscussa best performer, e l’empatica regia di Bradley Cooper, per la prima volta (anche) dietro la macchina da presa, costringono ad andare oltre un facile e insesibile cinismo.

La storia di Ally e Jackson è impulsiva e autentica come i protagonisti. La ragazza, ascoltando poche parole confidate nel parcheggio di un supermercato, arrangia la dolcissima Shallow e si ritrova la sera dopo a cantarla in un’arena gremita di fan bramosi di assoli di chitarra. Jack le ripete spesso “devi essere te stessa” come a proteggerla dall’irruenza malsana del successo di cui ormai è invaso e che inverosimilmente prova a far convivere con l’amore genuino che prova per Ally.

I due attori sono più che credibili nel fare ognuno il mestiere dell’altro: Bradley Cooper come insospettabile cantante e Lady Gaga nel ruolo di attrice. L’affiatamento della coppia è emotivamente coinvolgente, ma il film non riesce a superare il limite del genere sentimentale e a smarcarsi dai paragoni con le versioni precedenti, complice anche l’eccessiva durata.

Il passato sofferto di Jack; la sua durezza e fragilità nei confronti del fratello (un Sam Elliot non protagonista); i conflitti di Ally combattuta tra l’amore incondizionato e l’ambizione per la carriera in ascesa, sono solo dettagli accennati e sparsi in una scrittura dei personaggi approssimata.

La voce magnetica di Lady Gaga nel finale commovente tocca facilmente il cuore degli spettatori più romantici, ma in un film una canzone d’amore non basta a raccontare i sentimenti.

twitter: @vale_polly

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Valentina De Vincenti