A ruota libera: il varietà dell’Ambra Jovinelli

Come ogni buon padrone di casa, ad accogliere i suoi ospiti, Rocco Papaleo e quattro musicisti sparsi qua e là, che rendono da subito l’atmosfera dell’Ambra Jovinelli molto familiare ed accogliente, il che preannuncia uno spettacolo “A ruota libera”.

a ruota liberaCosì sulle note di Tu vuò fa’ l’americano si apre il sipario su una sorta di salotto, dove, per la prima, a fare da spettatore c’è il grande Mimmo Paladino. In questo salotto, impreziosito dalla scenografia di Davide Zanni e dalle luci di Stefano Di Nallo (e poi dalla scritta ‘Dada’, dipinta in diretta da Paladino su una colonna dell’Ambra), si alterneranno quattro amici, che tra ricordi del proprio vissuto, interpretazioni ed esperimenti cinematografici e musicali, daranno vita ad una “chiacchierata musicale”, annullando quel confine che sussiste tra uomo ed artista. A fare da mattatore Giovanni Veronesi, che da buon regista qual è dirige lo spettacolo: per chi non avesse mai seguito il programma da lui condotto insieme a Massimo Cervelli su Radio2, Non è un paese per giovani, Veronesi si rivela essere una piacevole sorpresa. Con grande umorismo racconta dei suoi anni passati accanto a De Laurentis e Cecchi Gori e con la stessa vena ironica si diverte con Alessandro Haber quando lo incita a simulare il “3d teatrale”, per cui la bellissima interpretazione della poesia Prima dell’aids di Bukowski gli fa guadagnare uno scroscio di applausi. Uno spettacolo dunque dolceamaro, dove si toccano le corde dell’intimo, dove ci si emoziona senza rinunciare alla risata: maestro, in questo, il grande Rocco Papaleo, che da anche prova delle sue doti canore. Ma parliamo anche di uno spettacolo culturale: già, perchè attraverso i ricordi di Sergio Rubini si parlerà della gente del sud, della povertà in cui si viveva negli anni ’60, della sua terra, la Puglia, e del suo dialetto, prima in un commovente racconto, poi in una divertentissima enumerazione di cognomi.

a ruota liberaCosì A ruota libera si presenta come un varietà dove la spontaneità e spesso anche l’improvvisazione fanno da padrone, secondo un format già sperimentato, per esempio da Arbore con Speciale per me- Meno siamo, meglio stiamo (2005): ve lo ricordate il salotto in cui tra una battuta e l’altra si ascoltavano deliziosi pezzi jazz e si ricordavano, attraverso la memoria dei diversi ospiti, aneddoti e pezzi di storia della tv italiana?!: Anche qui l’orchestra non poteva mancare e così, con arrangiamenti che si rifanno al manouche i Musica da ripostiglio (Luca Pirozzi, Luca Giacomelli, Raffaele Toninelli e Emanuele Pellegrini) accompagnano e intervallano egregiamente lo spettacolo, che per la prima serata si conclude a sorpresa con Meraviglioso interpretata da Giuliano Sangiorgi, presente tra il pubblico ed invitato sul palcoscenico.

 

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Ludovica Pallotta